LEGNANO – Più di 230 ore di assistenza o compagnia al telefono; 12 eventi di socializzazione ludico-ricreativa; più di 250 interventi di assistenza e monitoraggio medico-infermieristico. Sono alcuni risultati dei primi tredici mesi di attività del progetto attivato dalla Fondazione Sant’Erasmo (Fse) di Legnano “La cura condivisa”, presentati in occasione del convegno “Curare a casa. Il ruolo del Terzo settore nella gestione dei servizi socio-sanitari domiciliari” organizzato ieri, venerdì 17 gennaio, dalla Fondazione con il patrocinio di Uneba Lombardia nella sala convegni del neonato “Spazio 27/B” nella ex Casa Accorsi di via Girardi a Legnano (nelle foto).
Rimedi alla povertà materiale e sociale
Il progetto sperimentale, avviato nell’ottobre del 2023, è frutto di un partenariato che vede Fse capofila e che Regione Lombardia ha premiato con un finanziamento nell’ambito dei fondi dedicati al Terzo settore per il triennio 2023-2025. I partner sono Auser Ticino Olona, Uildm Legnano e associazione Amici del Sant’Erasmo. I 26 anziani individuati come utenti del progetto hanno in comune la situazione di “povertà”, intesa non solo come carenza di risorse economiche e finanziarie per far fronte alle esigenze materiali e alimentari quotidiane, ma anche e soprattutto come assenza di relazioni sociali, lontananza o mancanza di famigliari, oppure presenza non continuativa del caregiver.
Nel bilancio del primo anno pieno del progetto, anche screening e monitoraggio a distanza delle condizioni di salute; 60 ore di servizi di consegna esami e farmaci a domicilio; trasporti e accompagnamenti (più di 100 ore); la fornitura di beni alimentari anche grazie ad ulteriori partnership del volontariato locale; servizi di accompagnamento alla spesa; 5 prese in carico di assistenza legale-amministrativa; e 5 interventi di pulizia straordinaria dell’ambiente domestico.
Una vasta rete di assistenza domiciliare

Il convegno è stata un’occasione di confronto fra i soggetti che operano nel Terzo settore per riflettere sul ruolo di questo nella gestione dei servizi socio-sanitari domiciliari e provare a condividere un percorso comune. «L’evento ha segnato una positiva presa di consapevolezza del ruolo del Terzo settore nei servizi di cure domiciliari – tira le somme della giornata il presidente di Fse Alberto Fedeli – Non mere erogazioni di prestazioni ma appunto “cure”, attente ai diversi bisogni dell’anziano, anche relazionali per superare le condizioni di solitudine, promuovendo più servizi e interventi in rete e a filiera, per accompagnare l’anziano nell’evoluzione delle proprie condizioni di salute». È emersa con chiarezza anche la richiesta di una programmazione regionale coerente e con risorse sufficienti per sostenere le cure domiciliari, anche dopo la cessazione delle risorse del Pnrr.
Il direttore di Fse Livio Frigoli si dice «particolarmente soddisfatto dei risultati del convegno. Un’occasione di confronto utile e partecipata, servita per evidenziare la grande tematica dell’assistenza a domicilio, un percorso obbligato su cui concentrare l’attenzione in futuro. L’incontro è servito anche per mettere in evidenza che in questo momento le risorse sono certe con il Pnrr, ma che non lo saranno quando questo si sarà esaurito. L’auspicio è che convegni come questo possano permettere alle istituzioni, soprattutto alla Regione, di comprendere che è necessario dare continuità agli interventi e alle iniziative. L’altro aspetto positivo è che la partecipazione ha confermato che, anche grazie alla Fondazione Sant’Erasmo e al nostro lavoro, c’è una grossa rete attiva nel settore dell’assistenza, della cura, della presa in carico dei pazienti, anziani e non, e che solo attraverso la rete, il dialogo anche con l’istituzione, il Distretto sociosanitario, si può lavorare per garantire una un’assistenza di qualità».
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