Leonardo Martinelli: “Grande Milan: caro Gigio ora puoi anche andare alla Juve”

Leonardo Martinelli 

Juventus Milan 0 3
Finalmente, ecco il Milan al completo.
L’ultima volta lo fu a Napoli, che uscì con le ossa rotte. Padre PIOli sceglie la carta Diaz ed ha ragione lui, la Juventus non ha punti di riferimento, anche Ibrahimovic gioca spesso fuori area.
Primo tempo con pochi squilli ma con chiaro senso di impotenza che genera pathos solo in occasione di tre errori tre del nostro portiere, ormai per me innominabile. Esce tre volte a vuoto, nell’ultima occasione manca la palla di 20 cm e fortuna vuole che la stessa si depositi facile facile sulla testa del vecchio Chiellini, che sbaglia. È comunque un monologo rossonero, con un centrocampo nettamente superiore.
All’ultimo minuto, su un rinvio rivedibile, Diaz stoppa, finta, salta l’uomo è piazza un tiro sotto la traversa, bellissimo gol.
Ed ecco che accade ciò che ci si attende, Bonucci, Pirlo & co.invocano un fallo di mano su un contatto. La palla tocca invece il petto, poi non sembra toccare il braccio ma non è chiaro. Il Var non ha il coraggio di annullare, sono convinto che le polemiche post designazione di Valeri siano servite a carattere preventivo.
Sky continua a far rivedere le immagini per un quarto d’ora, forse i commentatori juventini pensano che riproponendole si materializzi un braccio.
Non è così e si ricomincia.
La Juventus accenna a timide reazioni ma il Milan conduce le danze; Diaz arriva di nuovo al tiro, centra lo specchio della porta e Chiellini si trasforma in portiere.
E qui, caro Valeri, vorrei che lei mi spiegasse come abbia fatto a non vedere il tocco di braccio, lei che era a pochi metri e con visibilità perfetta.
Tutti restano di sasso, anche Chiellini, quando vedono che Valeri non fischia.
Ma per fortuna c’è il Var che doverosamente interviene.
Rigore sacrosanto ed ammonizione.
Va sul dischetto il Presidente, non ha dubbi, non abbiamo dubbi.
Stranamente non aspetta che il portiere si tuffi, forse si distrae perché Theo, lì vicino, scivola ed arranca per stare in piedi. Nulla da fare, anche Ibrahimovic si fa male (ormai la notizia è quando riesce a giocare 90 minuti). Ci sono tutte le premesse per la rimonta juventina ma poi lui, Rebic, l’uomo che non sorride mai, uno che se lo incontri di sera in un vicolo inizi a pregare, scaglia un missile, di piatto, mirando, da 20 metri, nel sette.
Ora siamo tranquilli, anche perché la palla è nostra amica, le piace stare con noi.
Ma non è finita, nossignori.
Punizione di Calhanoglu che crossa in mezzo all’area, si vede una figura scura staccarsi mezzo metro ,ed anche più, sugli altri, colpire violentemente di testa ed insaccare. Si parla sempre dello stacco di Ronaldo, ed è giusto, ma qui Fikayo lo supera, va ben più in alto. Per capirci, stesso gol di Hateley nel derby contro il malcapitato Collovati. E qui cambia tutto, all’andata la Juventus vinse, contro un Milan privo di sette titolari sette, 1 3.
Con lo 0 3 si va in vantaggio, la vittoria varrebbe quattro punti.
Non si può dunque gioire, bisogna aspettare la fine. E finisce, con la giusta soddisfazione e con gli juventini consapevoli che ora sarà dura raddrizzare una già disastrosa stagione.
Commento finale: caro Donnarumma, ora puoi anche andare alla Juventus, senza rancore ma anche senza rispetto.

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