A Gallarate si negano i diritti umani. E chi rimane indifferente è complice

liberi uguali gallarate

Il 10 dicembre di 70 anni fa l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvava la Dichiarazione universale dei diritti umani, affermando che “tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti”, senza distinzione “per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione”.

Quando si parla di diritti umani negati, spesso si pensa all’Africa, all’Asia o al Sud America. Oppure ai paesi in guerra. Benché in questi anni abbiamo visto anche in Italia l’espandersi di pratiche che negano i diritti umani, distinguendo sulla base della razza e della ricchezza posseduta, fra cittadini di serie A e altri di serie B, comunque si pensa a paesi lontani, che non hanno un sistema democratico consolidato.

La negazione dei diritti umani fondamentali è giunta invece in questi giorni anche a Gallarate. Un sindaco egocentrico, che dichiara che passerà alla storia, ha deciso di distruggere le case mobili di 16 famiglie sinte, lasciandole senza un tetto e dovendo poi pagare loro l’ospitalità in un albergo.

Di fronte a un debito maturato in 10 anni di circa 20mila euro, il sindaco ha speso finora circa 200 mila euro per cacciare le famiglie. E le spese sono solo all’inizio.

In una città dove il numero di famiglie sfrattate cresce, non c’era la necessità di lasciare senza casa altre 16 famiglie. Di sicuro non prima di avere individuato una soluzione alternativa. Ma l’attenzione di Gallarate a chi perde la casa o rischia di perderla non è particolarmente elevata, se l’anno scorso il comune è riuscito a non spendere tutti i (limitati) fondi regionali per l’emergenza abitativa (perdendo quest’anno 9.000 euro di premialità – DGR 606/2018), che potevano essere usati per aiutare le famiglie ad evitare lo sfratto, chi ha una casa all’asta perché non riesce più a pagare il mutuo, chi è in pensione e ogni mese deve decidere se fare la spesa o pagare l’affitto.

Ma non è solo una questione economica, non è solo l’incapacità del sindaco (e della giunta obbediente e silente) a gestire i soldi pubblici, che certo potevano aiutare tanti altri gallaratesi in difficoltà.

E’ l’affermazione del potere solo contro alcuni concittadini sulla base della loro appartenenza a una minoranza, costruendo campagne mediatiche basate su falsità ora evidenti.

Negare la dignità alle persone, fra cui molti bambini, perché diverse da sé, distruggerne la casa e farsene vanto in un video per “passare alla storia” è un atto contro i diritti umani, contro i diritti dell’infanzia, contro il diritto all’istruzione, contro i diritti di quei cittadini gallaratesi e di ogni altro cittadino gallaratese, perché domani potrebbe capitare ad altri (è pur sempre lo stesso sindaco che nega le unioni civili).

E restare indifferenti è divenire complici di quegli atti.

Sinistra per Gallarate – Liberi e uguali Gallarate

liberi uguali gallarate – MALPENSA24