SESTO CALENDE – «Non ci stupiamo di aver appreso da altri la conferma della chiusura del plesso scolastico Toti di Lisanza». Dopo l’uscita della classe quinta, giunta al naturale completamento del proprio percorso, le famiglie degli alunni che avrebbero dovuto costituire la futura classe seconda hanno accettato il trasferimento alla scuola Manzoni di Mercallo, determinando di fatto la cessazione dell’attività del plesso nella frazione di Sesto Calende. Ma la notizia, anziché comunicata ufficialmente dall’amministrazione comunale, è stata sottaciuta. E ora Fratelli d’Italia passa all’attacco.
Il rumore del silenzio
«Colpisce il silenzio dell’Amministrazione comunale e dell’Assessorato alla Comunicazione guidato da Alessandra Malini, che hanno evitato di informare la cittadinanza su una decisione che segna una pagina importante per il quartiere di Lisanza e per l’intera comunità sestese», recita la nota diramata dal gruppo di opposizione composto da Marco Limbiati e Mario Boatto. Il tentativo di far passare sotto silenzio l’ultima campanella della Toti finisce però per fare ancora più rumore. «E ciò appare ancor più significativo considerando che il tema della scuola dovrebbe rappresentare un ambito particolarmente vicino al Sindaco Elisabetta Giordani».
Studenti fuori Comune
Secondo il Gruppo Consiliare di Fratelli d’Italia, Sesto Calende dispone di strutture e spazi che avrebbero consentito di mantenere all’interno del territorio comunale gli alunni coinvolti, evitando il trasferimento verso un altro Comune. E spiegano: «La chiusura della Toti rappresenta certamente una conseguenza dell’inverno demografico che sta interessando l’Italia e che non risparmia neppure la nostra città. Proprio per questo motivo il tema non può essere ignorato, minimizzato o affrontato con rassegnazione. Da tempo il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni richiama l’attenzione delle istituzioni sul calo delle nascite, indicandolo come una delle principali sfide economiche e sociali del Paese. A livello locale, il Gruppo Consiliare di Fratelli d’Italia è stato l’unico ad aver portato il tema all’attenzione del Consiglio Comunale, chiedendo non soltanto una riflessione seria sulle conseguenze che esso produce sui servizi e sulla scuola, ma anche l’individuazione di possibili strategie per contrastarne gli effetti sul territorio.Purtroppo, nel corso del dibattito consiliare dedicato a questo tema, le risposte dell’Assessorato rappresentato da Francesca Gualtieri sono state sostanzialmente nulle. Di fronte a una delle questioni più rilevanti per il futuro della nostra comunità non sono arrivate analisi, proposte o iniziative concrete».
Braccia allargate
Le braccia allargate davanti al problema sono diventate, secondo FdI, «il simbolo di una Amministrazione che sembra limitarsi a registrare le criticità anziché affrontarle. Un atteggiamento che conferma il dubbio che alcune deleghe siano condizionate e blindate da veti politici che orientate alla ricerca di competenze». E il risultato è sotto gli occhi di tutti. Dopo solo due anni di amministrazione Giordani, Lisanza perde il suo plesso scolastico. «Una perdita che non può essere liquidata come una semplice conseguenza del calo delle nascite, ma che rappresenta anche il fallimento di una politica incapace di programmare, prevenire e reagire. Una sconfitta per il quartiere, per le famiglie e per l’intera città. Ed è una sconfitta che merita di essere raccontata con trasparenza, non nascosta nel silenzio».
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