GALLARATE – Andrea Cassani versus Nicola Mucci. Testuale: “Se qualcuno ha come idea quello di agevolare la media e grande distribuzione ha sbagliato a capire”. Cosa significa? Se non abbiamo inteso male, ma abbiamo inteso bene, il primo cittadino leghista di Gallarate spedisce un siluro nemmeno tanto sibillino a Nicola Mucci, leader di Forza Italia che, in queste ultime settimane, ha lanciato una sorta di campagna contro gli alleati della Lega nella giunta di Palazzo Borghi. Da Duemilalibri, con la reiterata polemica per la presenza di Marco Travaglio, fino alle questioni urbanistiche e alla necessità di avviare il Piano di governo del territorio (Pgt), i berlusconiani non hanno lesinato critiche. Un fuoco amico che Nicola Mucci ha orchestrato sia in prima persona, su qualche giornale, sia in cabina di regia, da dietro le quinte. Risultato: l’intesa di centrodestra ha cominciato a vacillare, perlomeno sul piano dialettico. Con un crescendo che si concretizza ora con l’entrata in scena a gamba tesa di Cassani. Il quale, con la dichiarazione di cui sopra, pone l’accento sull’attività professionale di Mucci, lasciando intendere tutto e niente. Con quali conseguenze? Ecco, appunto: difficile pensare che la diatriba, alla luce di una simile sottolineatura che sconfina nel privato, possa spegnere il contenzioso politico. Se di politica in senso lato si può parlare. Dato che in gioco, a quanto fa capire Cassani, ci potrebbe anche essere altro.
Il nuovo Pgt si farà
Il sindaco non si sofferma soltanto su questa questione, per altro pesantissima rispetto a tutto il resto. Ma, prendendo spunto dai dichiarati malumori forzisti, si insinua tra le fila berlusconiane, toccando di spada presunte divisioni: “Se Mucci vuole uscire dalla maggioranza lo dica a noi ma lo dica anche ai suoi, perché non mi pare che siano tutti di quella idea. Né a livello locale, né a livello superiore. Diversi cittadini e addetti ai lavori, dopo l’improvvida uscita di Mucci mi chiedono se si tratta di un ritorno al passato per Forza Italia e sinceramente non so cosa rispondere”. Per poi salire di tono, e che tono: “Il Pgt si farà, perché il documento di piano è scaduto e va aggiornato, ma se qualcuno ha come idea solo quella di agevolare la media e grande distribuzione ha sbagliato a capire. Ognuno è libero di svolgere la professione che preferisce, ma il lavoro di ciascuno non deve interferire con il ruolo politico. Abbiamo già visto in passato com’è finita…”. Il riferimento è fin troppo esplicito, evoca le inchieste giudiziarie e gli arresti che, proprio a Gallarate, sulle vicende urbanistiche anche relative alla realizzazione di un supermercato, hanno devastato soprattutto Forza Italia.
Rispondere ai cittadini e non a certe logiche
Di più: “Leggere certe dichiarazioni secondo le quali si auspica ‘crescita e sviluppo’ con la variante al Pgt e far passare il concetto che entreranno milioni di euro dagli oneri lascia attoniti, in primis perché c’è una norma regionale legata al consumo di suolo e poi perché non mi pare che l’idea sia condivisa dal resto della maggioranza. Le modalità a cui stiamo assistendo ricordano brutti film già visti e che non abbiamo intenzione di rivedere in città. Lo scopo del mio mandato (come quello dei sindaci della Lega, motivo per cui forse Mucci si augura di non averne più in futuro) è rispondere ai cittadini e non ad altre logiche: noi continueremo a fare quello per cui ci siamo candidati e per cui siamo stati eletti a grande maggioranza. Se Forza Italia vorrà continuare a stare in maggioranza sappia che non è questa la modalità per rimanerci, se invece riterranno di uscire, spiegheremo ai cittadini i motivi”.
Da queste premesse, lunedì 13 novembre si riunisce il consiglio comunale. All’ordine del giorno, la verifica delle linee programmatiche e lo stato di attuazione dei programmi della giunta. The show must go on.
