Abusi edilizi Lonate, niente dimissioni per Derisi. La maggioranza: «Massima fiducia»

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LONATE POZZOLO – «Rinnovo la mia completa fiducia nell’assessore e nell’operato più che meritevole che sta portando avanti nell’ambito delle deleghe che le ho conferito, con un gran lavoro e ottimi risultati ottenuti». Il sindaco Nadia Rosa e tutta la maggioranza hanno preso le difese dell’esponente della giunta Melissa Derisi (Servizi Sociali) dopo le accuse di presunti abusi edilizi a Lonate Pozzolo. La richiesta del centrodestra, attraverso una mozione discussa ieri 26 luglio in consiglio comunale, era esplicita: immediate dimissioni dell’assessore. Dimissioni che non ci sono state. Il motivo è semplice: «Questa mozione è assurda e pretestuosa», ha messo in chiaro il primo cittadino. E forte del supporto della squadra, Derisi ha affondato: «Non prendo in considerazione il vostro invito e procedo a fare il mio lavoro. Provate a fare politica e smettetela di essere ostaggio dei social». Posizioni nette, che non hanno risparmiato polemiche. Così il consigliere di minoranza Mauro Andreoli: «Un manufatto – dicono un gazebo – esisteva, poi è stato rimosso in maniera celere. Fa pensare che lì non doveva starci e forse qualcosa che non quadrava c’era. È un’amministrazione che si spende tanto sulla legalità, ma abbiamo visto passare questa vicenda in secondo piano: l’assessore non si dimette e il sindaco non interviene. Questo è corretto o no?».

«Avete mancato di coraggio»

«Abbiamo ascoltato l’arringa del consigliere Andreoli, che ha spiegato di che manufatto si tratta e chi l’ha segnalato. Avvisiamo la procura perché le indagini sono state concluse dalla minoranza». Scocciata, Rosa ha replicato con un velo – ma nemmeno troppo – di ironia. Intanto, ha detto, «la “mozione” – volutamente tra virgolette – è stata inserita all’ordine del giorno anche se non rientra in maniera canonica in questa definizione del regolamento. Infatti, non ho trovato in nessuna normativa che stabilisca che tra le competenze demandate all’ente locale ci sia il fare pressioni su un consigliere o un assessore perché si dimetta. O comunque perché prenda una determinata decisione». Non solo: «Nelle premesse, si indica come motivazione di aver appreso di un abuso edilizio a carico dell’assessore. All’albo pretorio, senza voler nascondere nulla, e pubblicando quindi anche le generalità della persona, è stato reso noto che ci sono “indagini in corso”. E non che è stato accertato alcunché».
Senza giri di parole ha poi rincarato la dose: «Dite che l’assessore non ha dato le dimissioni e che io non ho fatto nulla. Avete mancato di coraggio, altrimenti potevate presentare una mozione di sfiducia. E non un semplice invito a prendere provvedimenti».

«Vado avanti»

Dal canto suo, Derisi si limitata a garantire che «procederò con il mio lavoro». E a ringraziare «la stima nei miei confronti: ho ricevuto parecchi messaggi di sostegno, da persone che mi dicevano di andare avanti». Che è ciò che farà. E ha aggiunto: «Serve ricordare a chi ha presentato una simil-mozione che l’unico organo che può emettere sentenze è la magistratura. E con competenze valuterà i documenti. Non il consigliere Andreoli. Non prendo in considerazione il vostro invito».

La minoranza e la legalità

Fermo il punto di Andreoli: «Credo si voglia stravolgere il testo e tutto quello che ne consegue, perché la lettura data è fuori luogo. Nessuno qui dà per certo niente. Avete letto i documenti dell’ufficio tecnico, quindi un ente titolato a capire se ci fosse un abuso: non so poi quali siano le conclusioni tratte da voi». E ancora: «Qui si dice che è stato ribadito il concetto di legalità. Concetto che vale per tutti o non vale per nessuno. Se l’assessore pensa di essere tranquilla, dichiari di non aver mai realizzato nessun manufatto. E noi saremo tranquilli».

Si alzano i toni

Non sono mancati i momenti di dibattito acceso. I toni si sono alzati in fretta, soprattutto durante l’intervento della consigliera di maggioranza Tania Manfredelli: «È tutta un pagliacciata qui dentro, si stanno raggiungendo livelli imbarazzanti e questa mozione è una buffonata. E vorrei evitare, perché ho rispetto per il consiglio comunale, di rivangare i fatti del passato». Un passato che include la giunta Rivolta e le vicende legate a quel periodo. Che però hanno fatto sobbalzare dalla sedia la consigliera di minoranza Ausilia Angelino. Fraintendimenti o meno, si è sentita tirata in causa. E questo non l’ha accettato: «Sono stufa si essere accusata per qualcosa che non ho fatto, solo perché accostata a quell’amministrazione. Dammi un atto in cui sono indicati altri consiglieri invischiati». Aldilà delle questioni e delle interpretazioni, questa parentesi si è chiusa subito. Ma la mozione per cui si dibatteva è stata respinta.

Lonate, assessore segnalato per abuso. Minoranza: «Dimissioni». Lei: «E’ presunto»

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