LONATE POZZOLO – Parte ancora una volta da Lonate Pozzolo e dagli arresti dell’operazione Krimisa risalente al 2019 (fu all’epoca decapitata la locale di ‘ndrangheta Legnano-Lonate con a capo il boss Vincenzo Rispoli oggi al 41 bis) l’operazione della Dda di Milano con 11 arresti e 153 indagati. Le manette sono scattate all’alba di oggi, mercoledì 26 ottobre. Il Pm è lo stesso, Alessandra Cerreti, ed è anche lo stesso il collaboratore di giustizia, Emanuele De Castro, pentitosi dopo l’ultimo arresto, che ha messo gli inquirenti sulle tracce del presunto sodalizio criminale che avrebbe riunito, per la prima volta in Italia, sotto la bandiera del denaro, gli affari di camorra, mafia e ‘ndrangheta.
Gli affari sul territorio
Si parla di un consorzio tra realtà mafiose in grado di aprire società con capitali da 300milioni di euro. Tra gli 11 arrestati compaiono nomi altrettanto noti. Quello del legnanese Massimo Rosi, già condannato 5 anni fa per droga a 5 anni e 4 mesi che, che stando a quanto ricostruito dagli inquirenti avrebbe avuto l’incarico di ricostruire la locale a cavallo tra Varesotto e Alto Milanese, e quelli di Dario e Francesco Nicastro, padre e figlio, notissimi per la vicinanza al clan dei Rinzivillo attivo tra Busto Arsizio e Gela. Sempre sul territorio dell’area di Malpensa avevano luogo i summit per decidere i destini del consorzio (sono 21 le riunioni intercettate dagli inquirenti) andati in scena tra Cinisello Balsamo, Castano Primo, Abbiategrasso, Busto Garolfo, Dairago e Inveruno. E proprio a Busto Garolfo aveva sede la Seven Place, una delle imprese edili che, secondo la Dda, il consorzio utilizzava per i propri affari.
