Recesso Unione, Ferno e minoranze lonatesi contro la giunta Rosa. Le reazioni

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LONATE POZZOLO – Il Comune di Ferno, l’opposizione di Lonate e anche i gruppi extra-consigliari in paese, prima la Lega e ora Unione di centro: tutti schierati dalla parte dell’amministrazione comunale fernese, che lunedì, 26 aprile, ha deciso di opporsi alla presa d’atto per il recesso unilaterale dell’Unione. Una decisione che ha fatto storcere il naso a Lonate. Al punto che la squadra del sindaco Nadia Rosa ha raccolto umori e impressioni di quanto accaduto in un lungo sfogo firmato Uniti e Liberi, il gruppo di maggioranza: «Sembra che Ferno non voglia realizzare i fatti, nascondendo la testa sotto la sabbia», ha scritto. Ma non tutti sembrano della stessa idea, anzi. E ora arrivano le repliche. A partire da Ferno: «La confusa reazione degli esponenti lonatesi dell’assemblea dell’Unione mi lascia perplesso», scrive il primo cittadino Filippo Gesualdi. Così l’opposizione di centrodestra: «Lo scioglimento si farà comunque, ma abbiamo avuto la prova che i problemi di questo ente nascono da chi rappresenta Lonate». E anche la sezione lonatese di Udc: «La mancata approvazione mette in evidenza che il sindaco governa come una sorta di podestà, poco propenso ad ascoltare i buoni consigli».

La reazione di Ferno

Il primo a esporsi è il Comune di Ferno. Ecco il testo integrale, in cui viene precisata la decisione del voto contrario. E le conseguenze che ne sono derivate:

La confusa reazione degli esponenti lonatesi dell’Assemblea dell’Unione mi lascia perplesso. L’impressione che abbiamo avuto durante l’assemblea dell’Unione, è che alcuni di loro non abbiano letto la delibera né tantomeno lo statuto dell’Unione o forse non ne abbiano compreso il contenuto di entrambi. Ferno non ha criticato il lavoro di nessuno. Abbiamo solo chiesto che venisse rispettato lo statuto che regolamenta la vita dell’Unione. È assolutamente evidente che non potevamo essere contrari alla presa d’atto della volontà di Lonate Pozzolo di recedere dall’Unione trattandosi di recesso unilaterale. Tant’è che nel tentativo di sbloccare la situazione abbiamo anche chiesto di rimuovere dalla delibera i due punti controversi che non rispettavano i dettami dello Statuto al fine di votare la presa d’atto. Questa è una scelta politica e non tecnica come gli esponenti della maggioranza lonatese vogliono far credere. È una tipica attività politica quella di chiedere di modificare o emendare una delibera che per altro non richiedeva nessun parere tecnico trattandosi di una presa d’atto e quindi un passaggio meramente formale. Nessuna critica al segretario che ha preparato il documento insieme ad un funzionario dell’Unione. In un qualsiasi Consiglio Comunale quando si chiede di modificare o emendare un atto non si manca di rispetto al Segretario che è il garante della correttezza tecnica di un atto e non delle scelte politiche che può fare una assemblea. Peraltro mi sarei aspettato che prima di proporre la delibera, essa fosse stata condivisa con Ferno visto che è l’altro socio dell’Unione. Invece secondo i lonatesi avremmo dovuto accettare a scatola chiusa la proposta senza neanche provare a discuterla. Probabilmente questa ipotesi non è contemplata (da parte dei rappresentanti di Lonate in seno all’Unione) tra le possibili opzioni di una serena dialettica democratica. Ferno non vuole tornare indietro (sappiamo che ciò è impossibile) anzi vuole rendere più agevole possibile la procedura di questo divorzio ma ogni tentativo fatto per interrompere lo stallo che si era creato ieri sera durante l’assemblea è stato vano. Alla fine nostro malgrado abbiamo votato contro così come per altro ha fatto anche un consigliere della componente lonatese dell’Unione. Detto questo vorrei tranquillizzare sia gli esponenti politici di Lonate sia il personale dell’Unione. Questo voto non pregiudica alcunché dal punto di vista del futuro del personale dell’Unione. L’Amministrazione fernese sta facendo tutto il possibile per assicurare un sereno futuro ai dipendenti dell’Unione che torneranno in servizio a Ferno. Non ci siamo mai arroccati su “posizioni di negazione” circa la volontà di Lonate di abbandonare l’Unione: è una loro libera scelta che non comprendiamo ma che non vogliamo assolutamente ostacolare in nessun modo. Abbiamo solo chiesto il rispetto delle regole. Ai consiglieri fernesi non sembrava una richiesta stravagante. Forse qualcun altro non la pensa così. Infine voglio ricordare che Ferno si è sempre manifestata per il mantenimento dell’Unione (pur riconoscendo la necessità di apportare alcune aggiornamenti nella gestione dei servizi in Unione) in quanto tutt’ora riteniamo che sia la soluzione migliore e meno dannosa per il territorio.  Questa posizione è stata sempre manifestata all’amministrazione lonatese ma evidentemente la volontà politica di Lonate è un’altra. Non la contestiamo ma almeno non ci chiedano di accettare ogni loro decisione a scatola chiusa.
Sulla questione interviene anche Claudia Colombo, capogruppo di minoranza a Ferno e consigliera dell’assemblea dell’Unione: «Sono dello stesso avviso del sindaco Gesualdi, e come rappresentante della minoranza fernese tengo a sottolineare che la delibera di presa d’atto, come è stata presentata in seno all’assemblea dell’Unione doveva essere tale e non infarcita di altri punti, stupisce il fatto che la maggioranza tutta di Lonate non ne abbia colto la differenza e non abbia voluto spacchettare la delibera stessa. Una piccola riflessione sorge spontanea ovvero si vuole lavorare alla pari o altro?»

Centrodestra per Lonate: «Uno scivolone»

Non manca il commento dell’opposizione. Ecco la visione del centrodestra lonatese:

Lunedì sera si è svolta l’assemblea dell’Unione dei Comuni di Lonate Pozzolo e Ferno che avrebbe dovuto prendere atto dello scioglimento unilaterale della stessa deciso dall’amministrazione di Nadia Rosa. Il funerale dell’amata Unione ha avuto però un risvolto inaspettato, tanto che la delibera non è stata approvata.
Ciò non è purtroppo sufficiente a fermare l’odiato scioglimento, ma regala senza dubbio una piccola nota di colore ad un finale altrimenti tragico. La delibera di “presa d’atto”, che di per sé non necessiterebbe neanche di essere votata, essendo poco più che una formalità, una comunicazione, si presentava poco chiara sulla procedura di effettivo scioglimento (chi nomina il commissario liquidatore? È la domanda restata inevasa), tanto da scatenare le perplessità di Ferno. A nulla sono valsi i tanti giri di parole della serata, molto simili in realtà alle supercazzole del Conte Mascetti di Amici Miei. Il finale è stato esilarante, tra lo sconcerto generale, si sono registrati 5 contrari e 4 favorevoli, dunque delibera bocciata.
Determinate è stato anche il voto del rappresentante del nostro gruppo e di tutte le minoranze lonatesi (Mauro Andreoli) in seno all’assemblea dell’Unione, che condividendo le perplessità sulla delibera ha votato contro. Ciò è naturale prosecuzione del parere contrario allo scioglimento espresso a gran voce da tutta l’opposizione durante il consiglio comunale di Lonate. Vedendo però le facce stralunate dei rappresentanti di maggioranza di Lonate viene da pensare che avessero fatto male i conti e non si aspettassero un tale scivolone. Ciò purtroppo accade quando si mette in atto la democrazia, sistema molto sgradito all’attuale maggioranza (“perché votare? Tanto l’abbiamo già fatto”), che pretende di aver ragione a priori, forse per mandato divino.
In conclusione lo scioglimento dell’Unione purtroppo si farà comunque, ma lunedì sera abbiamo avuto la prova che i problemi di questo ente non nascono da Malpensa, dalla polizia locale, dalle sanzioni o altro, ma da chi rappresenta Lonate: persone arroganti, incapaci di dialogo ed ascolto, che non sanno neanche telefonare in Comune a Ferno per accordarsi su come effettivamente sciogliere l’Unione.

Udc: «Il sindaco governa come un podestà»

Chiude la presa posizione di uno dei gruppi extra-consigliari a Lonate. Così Unione di centro:

Lunedì 26 Aprile si è tenuto il consiglio dell’unione dei comuni tra Lonate e Ferno, il quale avrebbe dovuto discutere dello scioglimento dell’unione voluta unilateralmente dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Rosa, ma la discussione ha avuto un risvolto inaspettato che ha sorpreso gli amministratori Lonatesi di maggioranza.
Di fatto la delibera non è stata approvata grazie al senso di responsabilità degli amministratori fernesi e quelli lonatesi di minoranza, i quali hanno più volte espresso forte contrarietà alla decisione di sciogliere l’unione che, nel corso degli anni, ha garantito alle due comunità confinanti una serie di benefici come: vigilanza, gestione del Ced, protezione civile e soprattutto la forza di un’unione nell’affrontare tematiche rilevanti dovute alla presenza dell’aeroporto intercontinentale di Malpensa.
Inoltre, una delibera presentata senza prima consultare lo statuto dell’unione il quale prevede che prima del recesso vadano assolte le situazioni finanziarie le quali non possono essere assunte unilateralmente.
Ovviamente la mancata approvazione della delibera non fermerà la decisione dell’amministrazione lonatese, ma mette in evidenza, ancora una volta, che il sindaco Rosa governa il nostro comune come una sorta di podestà poco propenso ad ascoltare i buoni consigli; anche se bisogna ammettere con tutta onestà che non ha mai nascosto il fatto di sentirsi libera di prendere decisioni senza la necessità di ascoltare i lonatesi, in quanto eletta dai cittadini.
Insomma, siamo sempre più convinti di essere al cospetto di dilettanti allo sbaraglio che porteranno a far pagare ai lonatesi i danni di tali decisioni.
Restiamo in attesa  della pubblicazione del video dell’assemblea per ulteriori considerazioni in merito.

Divorzio Unione, Ferno contro la presa d’atto. Rosa (Lonate): «Ostruzionismo»

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