LONATE POZZOLO – Omicidio di Cataldo Aloisio: confermato in via definitiva l’ergastolo per Vincenzo Rispoli. Fu delitto di mafia, o meglio di ‘ndrangheta. Lo hanno stabilito i giudici della Cassazione che hanno decretato il fine pena mai anche per i presunti mandanti dell’omicidio, Cataldo Marincola e Silvio Farao, disponendo invece l’annullamento con rinvio per Vincenzo Farao, cognato della vittima, e Francesco Cicino. In Appello erano arrivati cinque ergastoli.
L’omicidio 14 anni fa
Aloisio fu assassinato nel settembre 2008. A 14 anni dall’omicidio – il corpo fu ritrovato non lontano dal cimitero di San Giorgio su Legnano – c’è una sentenza di secondo grado che parla di criminalità organizzata. Stando a quanto accertato dagli inquirenti l’omicidio di Cataldo, era mirato al mantenimento degli equilibri della cosca, proprio come come quello di Vincenzo Pirillo, il 5 agosto di 2007 a Cirò Marina.
Gli equilibri della cosca
L’esecuzione dell’omicidio legnanese fu affidata, secondo gli inquirenti, al capo della locale di Lonate Pozzolo Vincenzo Rispoli: le due locali di ‘ndrangheta di Cirò e Legnano sarebbero state strettamente collegate e avrebbero operato in stretta sinergia. L’omicidio di Cataldo Aloisio – nipote di Pirillo – fu deciso da Cataldo Marincola con Silvio Farao ed eseguito da quest’ultimo insieme a Vincenzo Rispoli per il timore di una sua vendetta, che avrebbe inevitabilmente destabilizzato gli equilibri dell’associazione mafiosa.
