LUINO – «Ti brucio viva». Un messaggio di minaccia che per l’accusa è da ritenersi inequivocabilmente indicatore del comportamento che il giovane imputato comparso oggi, martedì 14 gennaio, davanti al collegio del tribunale di Varese presieduto dal giudice Cesare Tacconi ha tenuto sin dal 2018 nei confronti dell’ex compagna.
Violento anche davanti alla figlia
L’imputato è accusato di maltrattamenti e il pubblico ministero ha chiesto una condanna a due anni. A denunciarlo è stata la ex compagna, con problemi di tossicodipendenza (la donna, tra l’altro ha ammesso di aver mentito in un’occasione accusando l’ex di averla minacciata con una pistola inesistente), che in aula ha raccontato di continue aggressioni verbali e fisiche anche davanti alla loro bambina appena nata. L’uomo avrebbe avuto un comportamento aggressivo anche in ospedale al momento del parto nei confronti del personale sanitario.
Non volevo si drogasse
L’imputato, che per altro è detenuto per spaccio di droga, ha spiegato, per contro, di essere stato duro perché non voleva che la donna si drogasse mentre era incinta. E, in seguito, di voler tenere alla larga dalla figlia appena nata persone poco raccomandabili frequentate dalla donna. Per lui il difensore Corrado Viazzo ha chiesto l’assoluzione. L’udienza è stata aggiornata al prossimo 8 aprile.
