LUINO – Undici anni e due mesi di reclusione ciascuno, in primo grado, per il tentato omicidio di un ragazzo di 17 anni, aggredito a colpi di machete durante una rissa sul lungolago di Luino, all’inizio di ottobre 2025. È la condanna inflitta oggi, giovedì 29 ottobre, dal tribunale di Varese a due giovani tunisini imputati per l’aggressione.
La condanna
Ai due imputati sono stati inoltre inflitti, nella stessa giornata, altri due anni e sei mesi di reclusione per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. Il tribunale ha anche disposto una provvisionale complessiva di 36mila euro in favore delle tre parti civili costituite. Il terzo arrestato nell’ambito dell’inchiesta, un cittadino italiano, è stato invece giudicato separatamente e condannato a due anni e sei mesi in un altro procedimento.
L’aggressione sul lungolago
La rissa aveva coinvolto cinque persone e provocato il ferimento di due giovani italiani. Ad avere la peggio era stato il 17enne, che aveva riportato una profonda ferita da arma da taglio a un braccio. Secondo la ricostruzione, il ragazzo avrebbe alzato istintivamente l’arto per proteggersi da un fendente sferrato con una mannaia da cucina, riportando quella che è stata descritta come una grave ferita da difesa.
L’ipotesi dello spaccio
Sull’episodio avevano indagato i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Luino, impegnati a ricostruire la dinamica dello scontro e il movente dell’aggressione. Tra le ipotesi investigative, quella di un contrasto legato allo spaccio di droga: ai due ragazzi italiani sarebbe stata proposta della sostanza stupefacente e il loro rifiuto avrebbe innescato la rissa.
La rissa durante la movida
I fatti si erano verificati in una zona particolarmente frequentata della città, a pochi passi dall’imbarcadero, mentre sul lungolago si concentravano decine di giovani per la movida. I tre arrestati risultavano avere precedenti di polizia.
Rissa Luino, l’ombra dello spaccio dietro al tentato omicidio sul lungolago
