LUINO – Tutto come previsto. Andrea Pellicini, dalla vittoria a oggi – giovedì 11 luglio – giorno del primo consiglio comunale, sembra aver inserito il pilota automatico. E nella prima seduta, anche la “bomba” Franco Compagnoni è stata disinnescata. In questo caso con qualche sorpresa. Ovvero, il più votato – e bistrattato dalla sua maggioranza – è risultato il più coccolato e votato (per la presidenza del consiglio) dalle opposizioni. E a questo punto verrebbe da dire che la politica è davvero strana, perché a conti fatti Compagnoni è stato il più votato 2 volte (dai cittadini con 257 preferenze) e dalla minoranza compatta, ma si porta a casa solo (per ora) una delega alla sanità luinese. Ma anche la soddisfazione di dire alla sua maggioranza che i voti che ha incassato li farà pesare eccome. Ma questo lo vedremo più avanti.
Il primo consiglio
Niente sorprese a palazzo. Pellicini arriva, entra, saluta alcuni cittadini presenti in aula, prende posto nella bella sala consiglio, giura, indossa la fascia, lascia spazio alle minoranze e tira dritta con le scelte fatte, annunciate e questa sera ufficializzate e cristallizzate.
Cataldo presidente del consiglio
È Davide Cataldo (nella foto in primo piano, con Liardo), casacca Lega, il presidente del consiglio. Decisione annunciata. Cataldo incassa 12 voti (anche il suo) e batte nello strano derby imposto dalle minoranze Franco Compagnoni, candidato dalle opposizione. Bianchi, Massarenti e Artoni (che sono poi anche i capigruppo delle rispettive liste) hanno dichiarato in apertura di voler Franco Compagnoni come presidente del consiglio. L’appello delle minoranze rivolto al sindaco è stato quello di accettare il verdetto dei cittadini che «hanno indicato Compagnoni come il più votato». Con Artoni che ha detto: «Compagnoni nemmeno presidente del consiglio? È la menzogna della democrazia».
Gioco partita incontro
Il Fratello mister preferenza incassa 20 minuti di parole miele espresse dai consiglieri di minoranza. Ma Andrea Pellicini taglia corto: «Mi fa piacere l’apprezzamento nei confronti di una persona valida come Compagnoni che è anche esponente del mio partito, ma la nostra indicazione per presiedere il consiglio è Davide Cataldo. Compagnoni verrà valorizzato con un delega alla sanità su Luino e non dimentichiamo che al momento è anche consigliere provinciale di minoranza, ma sono certo che al prossimo giro sarà consigliere di maggioranza a Villa Recalcati». E questo è il secondo messaggio che il sindaco di Luino manda a Marco Magrini in pochi giorni.
I sassolini di mister preferenze
Franco Compagnoni (nella foto sotto) ha la dote, nei suoi interventi, di tenere insieme tutto e il contrario di tutto, con un discorso che non fa una grinza, che non si discosta dall’essere fedele consigliere di maggioranza e che al contempo assesta una bella legnata ai suoi compagni di viaggio.
Tra cose ha detto sintesi il consigliere più votato. 1) Non sarà il mio mancato ingresso in giunta a farmi cambiare idea: Pellicini e il centrodestra rappresentano la vocazione politica naturale di Luino. 2) Io sono e sarò Pellicini centrico, lui è il sindaco, lui ha fatto le scelte (e si è assunto la responsabilità del taglio del più votato) e quindi chi attacca il sindaco, attacca il nostro rappresentante a Roma e indebolisce «la nostra città e il nostro territorio». 3) «Non nascondo che la mia esclusione da qualsiasi ruolo di giunta ha creato imbarazzo in me, tra chi mi ha votato e in nella maggioranza. Ma ai cittadini, ai quali devo una risposta, dico che faro pesare le 257 preferenze e pretenderò di essere aggiornato su ogni cosa come fossi un assessore». In due parole: «Ho la forza delle preferenze e mi muoverò, nel perimetro della maggioranza, in autonomia». Signore d’altri tempi.
Davide Cataldo una volta eletto ha ringraziato il consiglio, promesso il suo massimo impegno e annunciato che lascerà la guida della Lega di Luino: non sarà più segretario cittadino.
Il vicepresidente del consiglio e il capogruppo
Su questa carica le minoranze non dicono una parola e quindi anche il vicepresidente va alla maggioranza con Edoardo Castelli che incassa anche due voti (chi?) dalle opposizione. Capogruppo di maggioranza sarà De Vincenti (nella foto sotto) di Lombardia Ideale.

