VARESE – Due giovani sequestrati e picchiati in un appartamento del centro di Luino a seguito della sparizione di alcune dosi di cocaina. E due condanne, a quattro anni e mezzo di reclusione, per gli uomini – un 36enne e un 35enne – accusati del sequestro e del pestaggio. Questo il verdetto del Gup del Tribunale di Varese su una vicenda che risale alla primavera dello scorso anno, e per la quale gli imputati hanno trascorso un periodo di detenzione in carcere, prima di ottenere gli arresti domiciliari.
Pugni e minacce
Le vittime, un tunisino di 19 anni e un 27enne italiano, erano state avvicinate dai due uomini all’esterno di un bar di Luino, e lì costrette a seguire i due fino in casa, dove tra pugni e minacce i sequestratori avrebbero preteso la restituzione della droga sparita, o comunque l’equivalente in denaro delle dosi, che non furono ritrovate nemmeno dopo aver fatto spogliare il 19enne e avergli puntato una pistola alla tempia, secondo la ricostruzione emersa dalle indagini. Fu proprio il 19enne ad avere la peggio, con la frattura del naso e traumi alla testa, per un totale di trenta giorni di prognosi.
«Non fu estorsione»
Entrambi i ragazzi lasciarono su un tavolo dell’appartamento 10 euro a testa, e non i circa 300 euro chiesti dai due uomini. Quei pochi spiccioli erano tutto ciò che avevano in tasca. Ma non fu estorsione, secondo la tesi presentata dagli avvocati difensori Corrado Viazzo e Paola Bardelli, visto che i giovani – stando al ragionamento dei legali – avevano lasciato sul tavolo i soldi per darsela a gambe, e non perché erano stati costretti a farlo. E sempre in quella casa, in base a quanto dichiarato oggi in udienza da una donna che si trovava lì al momento dei fatti, non era presente una pistola. L’accusa di estorsione, su richiesta delle difese, è stata riqualificata in tentata estorsione, contestata insieme ai reati di lesioni, spaccio e sequestro di persona. Per gli imputati il pm aveva chiesto sette anni e sei anni e mezzo di reclusione.
