Magenta, nuovo presidio e rinforzi per l’Arma. «Decisioni prese prima delle risse»

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MAGENTA – Un ulteriore presidio dell’Arma nel centro città e l’arrivo di nuovi militari a rinforzare il controllo del territorio. È quanto annunciato oggi, mercoledì 11 settembre, a Magenta dal sindaco Luca Del Gobbo a pochi giorni dalle risse notturne in centro fra giovani immigrati. «Un fatto di cronaca deplorevole – lo ha definito Del Gobbo – da non sottovalutare, ma senza neppure creare falsi allarmismi. Continuo a crede che nella nostra città c’è una buona socialità, con 250 associazioni e una grandissima partecipazione».

Il sindaco ha quindi ricordato che il presidio del territorio «non spetta né alla Polizia stradale né alla Guardia di finanza, che pure sono spesso presenti in città a supporto come valore aggiunto. E poi – ha proseguito – come ho detto più volte in consiglio comunale, dobbiamo superare l’idea dei “sindaci sceriffi”: non hanno i compiti del prefetto o delle forze dell’ordine».

Dal Comune telecamere, luci e l’ex casa del custode

L’amministrazione comunale intende comunque insistere nell’installazione di telecamere di videosorveglianza («servono, i soldi spesi non sono buttati via») come nell’illuminazione stradale. E dopo aver ricordato di aver «risolto i problemi di sicurezza della galleria pedonale in centro», ha annunciato un ulteriore atto concreto: la destinazione, «decisa mesi fa», della ex casa del custode del Comune (nella foto in alto) come nuova sede dei Carabinieri, dei quali sono attesi in città 6 uomini a rinforzo della caserma che già serve cinque comuni. L’edificio, ristrutturato allo scopo con una spesa di 46.360 euro e che sarà concesso dal Comune al ministero della Difesa a titolo gratuito, si trova in una posizione strategica: la casa, cui si accede dall’ingresso su via Volta, è collocata tra il municipio e il parco di Casa Giacobbe, nel pieno centro cittadino.

Del Gobbo: «Quante frottole dal Pd»

«Un’azione molto concreta. Rinunciare all’affitto ha tagliato i tempi» ha sottolineato il primo cittadino, che ha poi polemizzato con l’opposizione. «Dalle risse al convegno dell’estrema destra in parrocchia, per il Pd è sempre colpa mia. Ma davanti ho sempre il solito Pd, con la vecchia nomenclatura del direttivo che nel 2002 mi accusò anche della meningite. Anche le aggressioni in centro sono opera sempre degli stessi gruppi. E fatti gravi come questi oggi avvengono in tutti i comuni, compresi quelli piccoli.

«Non sono contro l’immigrazione – ha argomentato Del Gobbo – Sono convinto che l’Italia deve accogliere persone che arrivano dal mondo ma che ci deve essere un percorso di integrazione e che non può essere tutto demandato ai sindaci sul territorio. Si tratta di un tema da prendere in mano con un progetto serio, senza chiudere le porte o spalancarle. Quanto al Pd, va a corrente alterna: ora dice che le forze dell’ordine non fanno nulla, ma se intervengono le definisce fascisti e squadristi. Semmai il Pd magentino dovrebbe spiegare perché da 4 mesi non ha un capogruppo: una roba fuori dal mondo, che riflette la crisi profonda del partito cittadino». Infine, su Lealtà e Azione: «Ha celebrato la sua festa in uno spazio privato. In precedenza ero stato attaccato pesantemente da Forza Nuova, quindi sempre dalla destra estrema, su via del Carso, ma dal Pd non è arrivata nessuna solidarietà a me che avevo tenuto una posizione ferma e intransigente. Ci vuole coerenza».

Tenti: «Responsabilizzare i cittadini»

Anche per il vicesindaco Enzo Tenti «è assurdo che il centrosinistra parli delle forze dell’ordine quando la parte politica che ha sempre chiesto rigore nel far rispettare le regole è un’altra. Loro difendevano chi tirava estintori contro i Carabinieri. Sulla sicurezza stiamo lavorando non perché sono avvenuti fatti, siamo partiti già prima: non aspettiamo gli eventi, ma lavoriamo con programmazione, ad esempio sui regolamenti perché la Polizia locale possa intervenire nell’ambito delle sue competenze. Non basta scrivere su Facebook di quello che non va – ha ammonito Tenti – Il cittadino ha una responsabilità diretta, se vuole risolvere i problemi deve chiamare il 112 o, su altri fatti meno urgenti, scrivere al Comune anziché farlo sui social. Bisogna cambiare la cultura civica».

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