MALPENSA – Per chi ha la passione di fotografare aerei – in gergo tecnico gli “spotter” – esistono momenti memorabili che non si possono perdere per nulla al mondo. Dopo il primo storico atterraggio dell’A380, l’Antonov gigante (poi andato distrutto nel primi giorni di guerra in Ucraina), la finale di Champions League e naturalmente Expo, con le Olimpiadi è tornato il momento di tirare fuori i teleobiettivi. Perché gli aerei in atterraggio in questi giorni probabilmente non torneranno più. Sono 51 i reali, capi di Stato e di governo, principi e leader delle organizzazioni internazionali arrivati in Italia per partecipare stasera 6 febbraio alla Cerimonia di inaugurazione di Milano-Cortina. E molti di loro sono arrivati con voli di Stato che a Malpensa non si erano mai visti prima.
La nebbia di Vance
Gli spotter attorno allo scalo hanno dei punti di osservazione predefiniti e ormai collaudati: la recinzione di Ferno o la torretta sulla perimetrale sud per gli atterraggi, l’ex Cbc Alitalia a Case Nuove per immortalare i decolli. Da ieri sono posizionati per non perdersi l’arrivo degli aerei presidenziali. Per il più prestigioso, l’Air Force Two che ha portato in Italia J.D. Vance, la sfortuna si è messa di traverso. «C’era il sole fino a mezz’ora prima», racconta Davide Bianco, spotter dal 2008. «Quando è arrivato lui si è coperto tutto, per colpa di una nebbia fittissima siamo riusciti a immortalare soltanto un pezzetto della coda. L’incredibile è che poco dopo il cielo si è immediatamente riaperto». Gli spotter si sono dovuti accontentare del secondo volo Usa con a bordo il segretario di Stato Marco Rubio (nella foto qui sotto), quello sì finito nitidamente nei teleobiettivi fissi sulle piste della brughiera.

Tutti gli aerei
L’ultimo arrivato, oggi pomeriggio, in leggero ritardo sulla programmazione iniziale, è l’aereo tedesco con a bordo il presidente della Repubblica Frank-Walter Steinmeier. Ma la sfilata di questi due giorni è lunghissima. Nelle immagini di Davide Bianco ci sono gli aerei del Qatar, dell’Olanda, della Repubblica Ceca, della Slovacchia, della Polonia e dell’Ungheria. «Senza contare i Falcon – dice – ne sono arrivati tantissimi». Ora gli aerei presidenziali sono stati posizionati sul piazzale in fondo al T2 (quelli americani), prima della Cargo City o davanti al terzo satellite. E lì rimarranno fino alla partenza, quando i teleobiettivi si riabbasseranno in attesa della prossima grande occasione.

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