MALPENSA – Decine di voli cancellati e i magazzini della Cargo city semivuoti. Altissima l’adesione a Malpensa per lo sciopero indetto oggi, 21 aprile, dai sindacati di base. Alzano la voce i lavoratori dell’handling che chiedono l’aumento dello stipendio, fermo da troppi anni mentre l’inflazione galoppa. Ma non sono quelli messi peggio. In aeroporto c’è chi lavora a 4,5 euro lordi. Sono i facilitatori ai varchi doganali e agli accessi in aeroporto.
Quattro euro all’ora
«Questo succede in aeroporto», dice Andrea Orlando (Flai) mentre i lavoratori bloccano gli accessi alla Cargo city creando una lunga fila di camion incolonnati. «Combattiamo contro questi salari da fame: 4,5 euro lordi all’ora è una vergogna: è un sistema malato che deve essere corretto». Colpa delle pseudocooperative che sono tornate a Malpensa, agendo in particolare questa volta nei servizi fiduciari. «Si scaricano i costi del low cost sul personale: stiamo assistendo alla distruzione del del trasporto aereo», aggiunge Renzo Canavesi (Cub trasporti). Conclude Carmelo Fotia (Adl): «Assistiamo a contratti con un importo mensile da 950 euro lordi. Sono uno scandalo. Ci sono già sentenze a livello nazionale che stabiliscono che questo tipo di contratti sono anticostituzionali perché al di sotto della soglia minima della povertà».
Contratto fermo da 6 anni
A protestare questa mattina anche tantissimi lavoratori dell’handling e del cargo (Airport, Aviapartner, Ags, Mle, Alha, Sea, Beta, Wfs, Swissport). «Da oltre 6 anni aspettano il rinnovo del contratto», spiegano i sindacati. «Con l’inflazione al 10% il potere di acquisto del loro salario ha perso oltre 250 euro al mese. Ma non solo. Le aziende vogliono imporre la riduzione del pagamento delle ore di notturno, il mancato pagamento dei primi tre giorni di malattia e aumentare l’orario di lavoro senza aumentare il salario». Anche in aeroporto, sta diventando un lavoro povero.
