MALPENSA – La lunga attesa è finita. Il volo arrivato da Abu Dhabi ha riportato a casa 200 studenti, tra questi anche alcuni provenienti da Tradate, bloccati da tre giorni a Dubai dopo l’inizio del conflitto contro l’Iran. E’ atterrato a Malpensa alle 19.25 di oggi.
La lunga attesa
I genitori sono in aeroporto dalle 17. «Forse anche da prima», spiegano sorridendo quattro mamme in attesa dei figli che frequentano la scuola internazionale di Pavia. «Non vediamo l’ora di riabbracciarli. Sono stati giorni di apprensione, i ragazzi sono stati fantastici. Hanno sentito le esplosioni ma non hanno mai ceduto al panico. Non siamo mai stati soli. Ci sono sempre stati vicini tutti, questo ci ha aiutato. Adesso vogliamo solo riabbracciarli».
Mai stati soli
«Vogliamo ringraziare il ministro Tajani, il Governo, tutti coloro che ci sono stati vicini – aggiungono due papà arrivati a Malpensa da Napoli – Siamo sempre stati in collegamento con loro. I nostri figli hanno passato almeno due ore in un bunker. Le esplosioni le abbiamo vissute in diretta con loro. Anzi sono stati loro che ci hanno calmato mostrando una maturità straordinaria. Vogliamo solo riabbracciarli, poi guideremo tutta la notte in direzione Napoli. Torneremo a casa, in una terra di pace».
L’applauso e gli abbracci
La gioia esplode quando i ragazzi escono. Alle 2o.13 le porte del Gate B degli arrivi del Terminal 1 di Malpensa si aprono e un applauso accoglie ragazzi e insegnanti. I genitori abbracciano i loro figli, se li coccolano proprio. I grazie vanno avanti per minuti lunghissimi. «Paura? La prima notte sì – dice Valerio – Ma siamo stati assistiti sempre. Non siamo stati lasciati soli. Sono felice di essere qui adesso, in terra di pace», dice il ragazzo accanto alla madre senza dimenticare chi la guerra la sta subendo ancora, senza alcuna possibilità di andare via. Perché quella è la loro Terra.
La negoziazione e la guerra
«I ragazzi sono stati bravissimi. Responsabili, concentrati. Eccezionali – spiega una delle insegnanti atterrata con gli studenti – Sia l’organizzazione, che l’ambasciata, il governo italiano, quello emiratino, hanno gestito al meglio la situazione. Certo la notte c’era la paura. I ragazzi erano lì per fare una negoziazione e i potenti della Terra hanno fatto la guerra, questa è una considerazione un po’ amara».
