Tragedia del Mottarone, il presidente della comunità ebraica: «Vogliamo giustizia, non vendetta»

milo hasbani

MALPENSA – «Negli occhi dei parenti non ho visto vendetta o rabbia. Certo vogliamo giustizia». Queste le parole di Milo Hasbani (nella foto), presidente della comunità ebraica di Milano, al termine delle commemorazione dedicata a Amit Brian, la moglie Tal Peleg, il piccolo Tom di due anni e i suoi bisnonni, Barbara Cohen Konisky e Itshak Cohen, tutti morti nella tragedia della funivia Stresa-Mottarone, organizzata a Malpensa. Al termine del momento di preghiera i cinque feretri sono tornati in Israele dove domani, giovedì 27 maggio, saranno officiati i funerali.

Vogliamo la verità

Una cerimonia quella svoltasi oggi, mercoledì 26 maggio nell’area cargo di Malpensa, anticipata dagli arresti scattati nella botte. Luigi Nerini, gestore della funivia precipitata domenica 23 al Mottarone provocando 14 vittime, del responsabile del servizio Gabriele Tadini e del direttore di esercizio Enrico Perocchio sapevano che la cabina viaggiava senza freni di sicurezza. Lo sapevano perché loro avevano deciso di aggirare il questo modo anomalie che avrebbero potuto compromettere l’intera stagione nell’assoluta convinzione che il cavo di traino non si sarebbe mai spezzato. I tre hanno ammesso le loro responsabilità. «Noi non vogliamo vendetta, vogliamo la verità – ha detto Hasbani – Non è il primo caso: abbiamo sotto gli occhi ancora il caso del ponte Morandi. Giusto appoggiare il lavoro della magistratura. Un lavoro ottimo e non semplice: la procura aveva gli occhi di tutto il mondo addosso. Un lavoro di cui siamo grati».

Migliora il piccolo Eitan

I pensieri corrono poi al piccolo Eitan, unico sopravvissuto alla tragedia. «Le notizie che arrivano da Torino sono buone – spiega il presidenti della comunità ebraica milanese – Il piccolo deve essere risvegliato poco alla volta. Fisicamente le condizioni sono stabili. Siamo tutti con lui: tutte le comunità sono interno a lui. Eitan non è e non sarà mai solo».

Funivia del Mottarone, fermate tre persone. “Sapevano che i freni erano fuori uso”

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