Manifattura e innovazione, a Busto sbarca Rudolf, leader della chimica del tessile

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BUSTO ARSIZIO – Nel cuore di Busto Arsizio, la città del tessile e a due passi da Milano capitale del fashion e della moda. La Rudolf, multinazionale tedesca e azienda leader della chimica per il tessile sbarca in Italia e sceglie l’ex Manchester nostrana per impiantare le radici del ramo d’azienda più comunicativo dell’intera attività.

L’Hub 1922, questo il nome, è un po’ show room, ma anche un centro ricerca, perché nell’ex capannone, a due passi delle vecchie carceri e dove un tempo c’era una tessitura, sono stati ricavati spazi d’esposizione, ma anche macchinari che produrranno i prototipi dei capi d’abbigliamento, realizzati con soluzioni chimiche per i nuovi materiali.

La Rudolf è una multinazionale bavarese di proprietà della famiglia Schumann, che in un primo momento aveva individuato come location bustocca per aprire l’Hub 1922 niente meno che gli spazi dell’ex calzaturificio Borri. Dove tempo fa avevano anche fatto un sopralluogo. Poi tempi troppo lunghi per il recupero e le esigenze più stringenti della multinazionale hanno fatto svanire quel progetto. Ma non la volontà di aprire un ramo d’attività a Busto Arsizio e a poche centinaia di metri di distanza dal Borri. E questa mattina l’Hub 1922, diretta emanazione della Rudolf, leader mondiale di prodotti per il finissaggio dei tessuti è stata inaugurata dalla consigliera regionale del Veneto Alessandra Moretti, dall’amministratore delegato della Rudolf Wolfang Anton Schumann, dal responsabile della diffusione moda di Rudolf Alberto De Conti, dal sindaco di Busto Emanuele Antonelli, dal vicesindaco Isabella Tovaglieri e dal consigliere comunale Alessandro Albani.

«Investire oggi in Italia è una scommessa – ha dichiarato la Moretti – per ché il nostro è un Paese dalle grandi potenzialità, ma mortificato dalla burocrazia e dalla incapacità di investire nelle infrastrutture e nella tecnologia. Oggi l’Italia ha una prospettiva di crescita inferiore rispetto alle aspettative e rispetto anche agli altri Paesi d’Europa. Per questo l’arrivo di una realtà così importante A Busto, vicino a Milano e comunque in Italia, è un segnale molto importante».

Alla presentazione ufficiale non hanno voluto mancare il sindaco Antonelli: «Perché quando apre un’attività produttiva in città sono il primo a essere felice, poiché questo significa lavoro, economia che si muove e occupazione. Ed è per questo che ci tengo sempre a essere presente sia che si tratti di un negozio sia di una realtà importante come questa, e il vicesindaco Isabella Tovaglieri, che ha sempre tenuto i contatti istituzionali con gli imprenditori tedeschi sia quando sono venuti a fare il sopralluogo al Borri, che successivamente, quando erano alla ricerca della location ideale, ma sempre a Busto.

«L’intento strategico è quello di introdurre un approccio completamente nuovo e che abbracci lo sviluppo sia del prodotto sia del concetto – ha spiegato l’ad Schumann – Questo sarà un centro ricerca e sviluppo straordinariamente solido che è anche un nuovo canale di marketing e comunicazione. Hub 1922 può contare sulle reti globali di servizi, produzione, vendita e distribuzione di Rudolf come partner globale e trasparente a tutto beneficio sia di marchi e rivenditori, sia dei loro partner».

Insomma la Rudolf, con Hub 1922, arriva a Busto e può essere fattore di congiunzione tra manifattura e innovazione. Come auspica anche l’assessore all’Industria Manuela Maffioli in una nota stampa diffusa da Palazzo Gilardoni: «Mi auguro che questa attività, specializzata in tessuto denim, possa integrarsi nella nostra realtà imprenditoriale tessile, diventandone un valore aggiunto, rafforzando quindi una realtà che i nostri imprenditori locali, ai quali va la nostra più totale attenzione, hanno saputo salvaguardare nel tempo, posizionandola ai vertici anche mondiali del settore. L’insediamento di Rudolf in città dimostra infatti quanto Busto sia ancora oggi una piazza appetibile e viva, anche sul fronte imprenditoriale, a dispetto di alcune teorie disfattiste. E dimostra soprattutto come sia vivo e vitale il nostro distretto del Tessile, come sostengo sempre, capace di attrarre una attività di ricerca che arriva da una potenza economica come la Germania, evidentemente consapevole della grandezza delle nostre strutture ma soprattutto del nostro know kow».

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