Mastromarino a Giorgetti: «Sanità, non un euro in più dalle tasche dei frontalieri»

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Il presidente dei Comuni di frontiera Mastromarino e il ministro Giorgetti

LAVENA PONTE TRESA – «Durante la stesura dell’accordo (2020) avevamo preso un impegno: “Non 1 euro in più dalle tasche dei frontalieri”. Questo impegno va ora rispettato». Si rivolge così al ministro Giancarlo Giorgetti il sindaco di Lavena Ponte Tresa nonché presidente di Acif Massimo Mastromarino. L’argomento al centro del dibattito è quello della “tassa sanità” per i frontalieri.

Le parole di Giorgetti

Un tema particolarmente caldo nei territori di confine, Varesotto compreso, tanto che il prossimo 15 febbraio si terrà una manifestazione nella città giardino promossa dai sindacati, a cui aderirà anche l’associazione Frontalieri Ticino. La tassa sulla sanità, osteggiata anche dal centrosinistra in Regione, viene definita ingiusta e mal concepita. Intervenendo sabato a Villa Recalcati all’incontro promosso da La Lombardia che vorrei il ministro dell’economia e delle finanze ha così commentato: «I frontalieri usufruiscono del servizio sanitario nazionale, se non pagano loro devono pagare i Comuni che ricevono i ristorni. È evidente che nelle tasse pagate in Svizzera non è compresa una quota per la sanità, tanto è vero che in Svizzera bisogna fare l’assicurazione privata a un costo molto più elevato. È una decisione che deve prendere Regione Lombardia».

La replica di Mastromarino

«Interpellato, nel ruolo di presidente dei Comuni di Frontiera (Acif), non mi sottraggo al confronto – replica Mastromarino – stimo il ministro Giorgetti, ma non condivido le sue affermazioni. La tassa sulla salute viola l’accordo internazionale, introducendo una illegittima doppia imposizione. I 3 cantoni, sulla scia dell’accordo del ‘74, come recita l’articolo 9, versano ai Comuni di Frontiera i Ristorni, perché i frontalieri lavorano in Svizzera ma hanno bisogno di servizi nei Comuni dove abitano, che si realizzano proprio con i ristorni. Già nel 2016, il Ministero della Sanità aveva chiarito che nulla è dovuto dai Frontalieri oltre a quanto già versato con l’imposta diretta alla fonte».

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