MILANO – «Ricorso inammissibile». Nuova udienza oggi, giovedì 12 giugno, davanti ai giudici della Corte d’Appello di Milano per il secondo grado del processo della Mensa dei Poveri. In aula hanno discusso le difese e, in particolare, gli avvocati Francesco D’Alessndro e Federico Consulich, che assistono Paolo Orrigoni, il patron di Tigros, già assolto in primo grado con la più ampia delle formule.
L’inchiesta
L’indagine portò alla luce una serie di presunte corruttele e nomine pilotate per incarichi pubblici a cavallo tra le province di Varese e Milano, con epicentro a Gallarate, il cui vertice venne individuato dagli inquirenti nell’ex plenipotenziario di Forza Italia in provincia di Varese Nino Caianiello (che ha patteggiato a 4 anni e 10 mesi). Le inchieste decapitarono la vecchia guardia dei berlusconiani nel territorio della Città Giardino.
La prima assoluzione e l’Appello
Orrigoni fu accusato in prima battuta di corruzione in relazione al progetto di spostare uno dei supermercati Tigros su un’area di via Cadore. Dopo l’assoluzione in primo grado la Procura aveva appellato ma solo in relazione alla contestazione di traffico di interferenze illecite. Lo scorso 29 maggio l’accusa aveva chiesto l’assoluzione anche da questo capo d’imputazione “Per intervenuta modifica normativa“.
Ricorso inammissibile
I difensori dell’imprenditore varesino oggi hanno rilanciato definendo inammissibile il ricorso stesso in quanto collegato ad una fattispecie di reato che non esiste più. Non esiste quanto meno, così come contestato visto il cambio normativo. In subordine i difensori hanno chiesto la conferma della sentenza di primo grado che aveva visto, appunto, Paolo Orrigoni assolto con formula ampissima.
Appello Mensa dei Poveri, chiesta assoluzione bis per Paolo Orrigoni
