Troppa bagarre in aula a Mercallo. Comune risarcito per «atti intimidatori»

I carabinieri sorvegliano. Panza si allontana dopo la discussione con il sindaco fuori dall'aula nel 2024

MERCALLO – Consigli comunali troppo sopra le righe, con turbolenti botta e risposta fra le forze politiche. Sia in aula, che fuori. Sono alcuni esempi di ciò che si è visto in aula a Mercallo, casi in cui è stato necessario l’intervento attivo dei carabinieri (nella foto in alto) per assicurare che la situazione fosse sempre sotto controllo. Episodi che sono stati poi considerati vere e proprie «intimidazioni», al punto che il Comune ha ricevuto in compenso 17.400 euro di fondi ministeriali da reinvestire nell’educazione alla legalità e in campagne di sensibilizzazione.

Fondi dal ministero

Lo rende noto il sindaco Andrea Tessarolo. Alle Amministrative del 2024 è stato rieletto per la terza volta di fila. Ma fin da subito – e, nello specifico, nei primi tre consigli comunali – le discussioni in aula si sono rivelate fin troppo accese. Quanto accaduto in quelle occasioni – senza che il primo cittadino denunciasse – è stato infatti riportato nei verbali dei carabinieri, poi inviati al prefetto Salvatore Pasquariello. E successivamente è maturata la possibilità di ricevere i contributi statali. Si tratta, nello specifico, di un fondo istituito nel 2021 dal ministero dell’Interno, di concerto con quello dell’Istruzione e quello dell’Economia e delle Finanze, proprio per sostenere gli enti locali che hanno subito «atti intimidatori», dice il sindaco.
Nel 2022, alcuni Comuni in provincia di Varese avevano ricevuto un compenso legato proprio ai criteri di riparto del Fondo per legalità e tutela degli amministratori locali vittime di atti intimidatori. Tra questi c’erano Lonate Pozzolo, Castellanza, Duno, Gavirate, Marchirolo, Samarate e Vizzola Ticino.

«Ho preso insulti»

Nei documenti redatti dai carabinieri «viene proprio riportato che il clima di quei primi tre consigli comunali, in particolare, non è stato dei più sereni», racconta Tessarolo. «Ho preso insulti in aula e poi anche per strada, diciamo che non c’era la dialettica che ci si aspetta». Poi aggiunge: «Onestamente, avrei anche fatto a meno di questi soldi. Certo, fanno comodo perché possono essere investiti in diverse attività dei giovani. Però è sintomo di una minoranza che non aspetta altro che attaccare: in tutti questi anni, le loro azioni non hanno portato a nulla. Attendono solo il momento per criticare».
I soldi ricevuti dal ministero, ora, serviranno «per raccontare la legalità nelle scuole», conclude il sindaco. «Mi sto già attivando per promuovere insieme agli insegnanti attività di teatro o diffondere libretti informativi che spiegano la Costituzione».

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