L’opposizione di Mercallo al sindaco: «Ma quali intimidazioni. È solo critica politica»

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Momenti di tensione fuori dall'aula nel 2024, prima dell'intervento dei carabinieri

MERCALLO – «La cultura della legalità si fonda sul rispetto delle istituzioni, ma anche sulla piena legittimità della critica politica. E ogni diversa rappresentazione che assimili il dissenso a forme di intimidazione rischia di produrre un effetto distorsivo e lesivo del corretto dibattito democratico». Così l’opposizione di Mercallo Futuro Ideale commenta l’arrivo di fondi ministeriali per 17.400 euro – annunciati dal sindaco Andrea Tessarolo – come compenso per quelli che sono stati definiti «atti intimidatori», appunto. Riferimento che va alle accese discussioni che si sono consumate in consiglio comunale (nelle prime tre sedute) nel 2024.

«Nessun atto intimidatorio»

La minoranza ha ritenuto «necessario formulare alcune precisazioni» in merito alle dichiarazioni del primo cittadino, con particolare riferimento all’utilizzo dell’espressione «atti intimidatori». Scrivono in una nota: «Si evidenzia preliminarmente che la rappresentazione, per come formulata, risulta non pienamente aderente alla realtà dei fatti, in quanto non distingue in modo corretto e puntuale tra quanto avvenuto all’interno delle sedute del consiglio comunale e quanto, eventualmente, verificatosi al di fuori dell’aula consiliare». Tale sovrapposizione, aggiungono, «rischia di attribuire alla dialettica istituzionale fatti che con essa non risultano direttamente riconducibili». In particolare, si riferiscono al fatto che «non risultano presentate denunce o querele», come aveva accennato anche il sindaco. Ma non solo: «Non risultano avviati procedimenti penali o amministrativi» e «non esiste alcun provvedimento dell’autorità giudiziaria che abbia qualificato come “atti intimidatori” il comportamento dei consiglieri di minoranza o di singoli cittadini». Le discussioni avvenute in aula «anche se caratterizzate da toni accesi, rientrano nella dialettica politica e istituzionale, tutelata dall’articolo 21 della Costituzione, che garantisce la libertà di manifestazione del pensiero». Arrivando a citare anche Sandro Pertini e il suo «libero fischio in libero Stato».

La posizione della minoranza

La presenza delle forze dell’ordine in occasione di alcune sedute consiliari «ha avuto finalità esclusivamente preventive e di vigilanza, senza che siano stati disposti interventi operativi, allontanamenti o contestazioni di illeciti». Inoltre, «dagli elementi in nostro possesso risulta che, a fronte di una richiesta di intervento, i carabinieri presenti non abbiano ravvisato condizioni tali da giustificare l’accesso o un intervento operativo, non emergendo profili di criticità sotto il profilo dell’ordine pubblico».
Inoltre, affondano ricordando anche «l’esistenza di una raccomandata del 5 agosto 2024, inviata dall’ex sindaco Enrica Pravettoni Zappa all’attuale sindaco, nella quale vengono segnalati attacchi personali, accuse ritenute infondate e condotte reputate lesive della dignità personale, con effetti dichiarati anche sul piano della salute. Tale documento conferma come il contesto non possa essere rappresentato in modo univoco né semplificato».
Concludono: «Qualora l’assegnazione di fondi ministeriali sia avvenuta sulla base di relazioni, informative o annotazioni trasmesse alla prefettura, riteniamo legittimo chiedere che tali atti vengano resi conoscibili e correttamente contestualizzati, al fine di distinguere con rigore tra dissenso politico, costituzionalmente garantito, e atti intimidatori, che presuppongono elementi oggettivi e giuridicamente qualificabili, allo stato non risultanti».

Troppa bagarre in aula a Mercallo. Comune risarcito per «atti intimidatori»

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