MILANO – Il rapper Emilio Finizio, 45 anni, noto con lo pseudonimo di Malacarne o Don Mala, è stato fermato dagli agenti della Squadra Mobile di Milano con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione, condotta dagli uomini della Sesta Sezione guidati da Filippo Bosi, è scattata nella serata di giovedì, intorno alle 21, nella zona di viale Monza. A casa sua, durante le perquisizioni, sono venute fuori ossicodone, ketamina ed Mdma.
I controlli e i possibili complici
I poliziotti hanno notato l’uomo mentre attendeva qualcuno in strada con atteggiamento sospetto. Poco dopo, Finizio è stato visto entrare in un condominio insieme ad altre due persone, per poi uscirne e salire a bordo di due auto distinte. Gli agenti hanno quindi deciso di dividersi e intercettare i veicoli: il rapper è stato fermato in via Calabria, nel quartiere Derganino. Addosso gli sono stati trovati alcuni grammi di cocaina e hashish, oltre a 400 euro in banconote di piccolo taglio.
La droga in casa
La successiva perquisizione domiciliare nell’abitazione di viale Monza ha esteso il quadro probatorio. In una cassettiera della camera da letto, le forze dell’ordine hanno rinvenuto nove grammi di ketamina, quattro di Mdma e 23 confezioni di ossicodone, per un totale di 230 compresse. Il materiale sequestrato comprendeva anche un bilancino di precisione e 1.500 euro in contanti. Finizio, che conta circa 15mila follower su Instagram e si trovava già sotto regime di obbligo di firma presso i carabinieri di Precotto, si è assunto la piena responsabilità del possesso delle sostanze, scagionando la compagna convivente.
Controllate altre due persone, uno denunciato
Nell’ambito della stessa operazione, gli altri due soggetti coinvolti, di 34 e 26 anni, sono stati identificati e uno di loro è stato denunciato a piede libero. Il passato giudiziario di Malacarne riporta anche a un grave episodio di violenza avvenuto nel 2018 a Scandiano, nel reggiano: in quell’occasione era stato accusato di concorso in tentato omicidio per aver fornito l’arma con cui un complice accoltellò il calciatore Aldi Shpijati durante una lite.
