MILANO – Un caso di sex extortion scoperto dai Carabinieri ha portato agli arresti domiciliari una donna italiana di 35 anni, accusata di estorsione sessuale in concorso e autoriciclaggio ai danni di un uomo di 50 anni.
Arrestata 35enne
L’ordinanza cautelare è stata eseguita nella mattinata di oggi dai militari del Comando provinciale di Milano su delega della Procura della Repubblica di Milano. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Milano nei confronti della donna, già pregiudicata e con precedenti specifici.
Adescato a un corso di ballo
Le indagini, condotte dal Nucleo Operativo dei Carabinieri di Milano Porta Monforte, sono partite lo scorso gennaio dopo la denuncia della vittima, esasperata dalle continue richieste di denaro. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la donna avrebbe conosciuto il 50enne durante un corso di ballo e successivamente si sarebbe fatta invitare a casa con il pretesto di ricevere alcune lezioni private.
Paga o ti denuncio
Durante l’incontro i due avrebbero avuto un rapporto sessuale e, su richiesta della donna, sarebbero state praticate anche attività sadomaso. Subito dopo, però, la 35enne avrebbe minacciato di denunciare l’uomo per presunte violenze avvenute durante il rapporto, costringendolo a consegnarle 20 mila euro in contanti.
Non soddisfatta della somma ottenuta, la donna avrebbe poi avanzato una seconda richiesta da 10 mila euro. Proprio durante questo nuovo tentativo di estorsione, il 29 gennaio 2026, i Carabinieri – impegnati in un servizio in borghese – hanno sorpreso in flagranza un complice incaricato di ritirare il denaro. L’uomo è stato arrestato mentre si allontanava dall’abitazione della vittima con i soldi appena consegnati, immediatamente recuperati e restituiti.
Dalle indagini è inoltre emerso che parte delle somme estorte sarebbe stata trasferita dalla donna su un conto corrente a lei intestato a Cipro, con l’obiettivo di occultarne la provenienza illecita. Per la 35enne è quindi scattata la misura cautelare degli arresti domiciliari. Come previsto dalla legge, la persona raggiunta dalla misura è allo stato soltanto indiziata di reato e la sua posizione sarà definitivamente accertata dall’autorità giudiziaria solo con una sentenza passata in giudicato, nel rispetto del principio costituzionale di presunzione di innocenza.
