BUSTO ARSIZIO – Minacce di morte ai magistrati titolari dell’inchiesta “Hydra” sul sistema mafioso lombardo, arriva la «ferma condanna» da parte del Comune di Busto Arsizio. «Le minacce e le intimidazioni non possono trovare alcuno spazio in una società democratica» dichiara il sindaco Emanuele Antonelli, esprimendo la solidarietà della città nei confronti di Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, i PM della Direzione Distrettuale Antimafia che stanno rappresentando l’accusa al processo in corso a Milano.
La condanna
Come il Comune di Milano e la Città Metropolitana di Milano, anche l’amministrazione comunale di Busto Arsizio si schiera ed «esprime la più ferma condanna per le gravi intimidazioni e minacce rivolte ai magistrati impegnati nel processo Hydra e manifesta loro piena vicinanza e solidarietà», come si legge in una nota di Palazzo Gilardoni. «Si tratta di episodi che colpiscono non soltanto le persone direttamente coinvolte, ma i valori fondamentali dello Stato di diritto e il principio di indipendenza della magistratura, presidio essenziale della democrazia e della legalità».
Le parole del sindaco
«Il Comune di Busto Arsizio, che ha deliberato la costituzione di parte civile nel processo, rinnova la propria fiducia nell’operato della magistratura e delle forze dell’ordine, che quotidianamente svolgono con professionalità, rigore e senso delle istituzioni il delicato compito di contrastare la criminalità organizzata e ribadisce il proprio impegno nella promozione della cultura della legalità». E il sindaco Emanuele Antonelli aggiunge: «Le minacce e le intimidazioni non possono trovare alcuno spazio in una società democratica. Ogni tentativo di condizionare o ostacolare il lavoro di chi è chiamato ad accertare la verità e ad applicare la legge deve essere respinto con determinazione e con una risposta unitaria da parte delle istituzioni e della comunità civile».
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