Malpensa Mle, lo sciopero non si ferma: «Avanti finché cambia qualcosa»

mle sciopero cargo city

MALPENSA – Quattro giorni dopo, i lavoratori in Mle sono ancora in sciopero. Ma per quanto sono disposti a incrociare le braccia? La risposta è un grido unito: «A lungo», dicono applaudendo e incoraggiandosi a vicenda. Il «blocco a oltranza» promesso dai sindacati di base a Malpensa è ancora attivo. E anche oggi, 12 febbraio, i dipendenti di una delle società che gestisce un’ampia fetta del settore merci alla Cargo City di Lonate Pozzolo non arretrano di un millimetro: «Fino a quando non cambia qualcosa, restiamo qua. Vorremmo essere considerati nello stesso modo dei colleghi che lavorano accanto a noi. Così sembra di essere lavoratori di serie b». E domani i sindacati incontreranno il prefetto Salvatore Pasquariello.

Braccia incrociate

Una nuova assemblea è stata convocata nel pomeriggio di oggi. Ma già dall’alba, alla Torre A della Cargo City, sono cominciati i primi movimenti per «rivendicare diritti e dignità». L’invito a prendere parte allo sciopero è arrivato dai sindacati. «Siamo qui tutti», le parole di Andrea Orlando (Flai). «Per rivendicare migliorie a un contratto nazionale che non ha soddisfatto i lavoratori. In prefettura discuteremo come portarle». Così Carmelo Fotia (Adl): «Uniti in una proposta contro l’azienda per un contratto nazionale insoddisfacente rispetto alle aspettative. I dipendenti sono indignati. Un organizzazione del lavoro carente da parte dell’azienda». Per Renzo Canavesi (Cub Trasporti) la battaglia è contro «la legge che vieta il diritto di sciopero: ne abbiamo fatti 13 di un giorno perché, per norma, avevamo solo 24 ore. Allora non riprendiamo più a lavorare». Mentre, Luca Pistoia (Usb) la definisce «una lotta di classe senza precedenti. Per un contratto vergognoso e contro una legge anti-sciopero che da 30 anni impedisce ai lavoratori di ottenere rivendicazioni».

Presente anche Massimo Uboldi di Unicomal: «I diritti vengono calpestati e non vengono poste soluzioni idonee per lavoratori che soffrono».

Gli obiettivi

L’obiettivo è stato ribadito a più riprese negli ultimi giorni: «Spiegare a tutti le motivazioni e le finalità di questa lunga azione di lotta». Ovvero: «Rivendicare il diritto a un’organizzazione del lavoro, che concili la vita lavorativa con quella familiare, uno stipendio adeguato al costo della vita e il diritto di sciopero». E ancora: «Il Ccnl di Assohandler, rinnovato con un ritardo di oltre sette anni, non ha soddisfatto le necessità e le aspettative dei lavoratori con l’aumento di pochi spiccioli e una quota di una tantum per la vacanza contrattuale, inadeguata». Intanto, l’azienda ha inviato ai dipendenti la contestazione disciplinare per non aver rispettato il turno assegnato.

Usb coi lavoratori

A margine della manifestazione, la nota dell’Unione sindacale di base:

Tutti i settori del Trasporto Aereo USB sono a fianco dei lavoratori in lotta a Malpensa che sono impegnati in uno sciopero ad oltranza.
Vogliamo esprimere la nostra solidarietà a donne e uomini che chiedono quegli aumenti salariali negati dall’ultimo contratto collettivo siglato da Cgil, Cisl, Uil e Ugl, peraltro già ottenuti in altre società del cargo.
Dopo tante troppe ristrutturazioni in questo martoriato settore dove ci abbiamo rimesso occupazione, salario e diritti è tempo di rialzare la testa e cominciare a rivendicare ciò che ci spetta, richiesta che deve valere per tutti i lavoratori del trasporto aereo.
Al fianco di questa lotta non solo perché rompe la gabbia della legge antisciopero che castra da 30 anni le lotte dei trasporti, ma anche perché sono i lavoratori che tornano a decidere come e da chi farsi rappresentare a non dalle aziende

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