LEGNANO – «Lo dico da ex ciclista: le piste ciclabili vanno fatte dove si possono fare, qui no perché non ci sono parcheggi. Così finiremo a farci la guerra fra di noi, perché le auto saranno lasciate fuori posto» tuona il signor Giuseppe. «Lungo questa strada tanta gente va verso Busto, a Borsano c’è la stazione. Piuttosto, potenziamo i mezzi pubblici diretti ad essa» propone una signora. «Mancano gli spazi di sicurezza – interviene un altro – ed è la strada più importante della città perché porta all’ospedale». «E tutti questi problemi per fare 300 metri di ciclabile…» scrolla la testa un anziano.
Contro la costruzione della pista ciclabile in via Novara a Legnano monta la protesta di residenti e commercianti. Che dopo l’incontro, giudicato infruttuoso, con il sindaco Radice e l’assessore alle opere pubbliche Bianchi minacciano azioni clamorose per bloccare il cantiere (nella foto sotto) la cui ripresa è attesa in novembre dopo uno stop che si trascina dalla scorsa estate, quando il progetto originario è stato modificato. Al momento, nel primo tratto della via dalla rotonda con viale Sabotino, sono previsti 9 posti auto, di cui uno riservato ai disabili e un altro allo scarico merci, contro i 26 che c’erano prima.
Lista Toia e Lega: «Progetto insostenibile per abitanti e commercianti»

«Noi non siamo contro la mobilità sostenibile – ribadisce Francesco Toia, consigliere comunale della lista civica collegata alla Lega, che oggi, sabato 26 ottobre, ha chiamato a raccolta chi si oppone alla pista ciclabile di via Novara (nella foto in alto) – ma bisogna fare le cose con cognizione di causa. Non qui, dove transitano numerosi mezzi pesanti per la presenza dell’impianto Forsu, della piattaforma ecologica, di industrie e aziende di trasporti, senza contare l’ospedale e il fatto che è la direttrice per Busto Arsizio. Insomma, via Novara è una sorta di autostrada urbana. Basta spendere soldi pubblici in buffonate, per realizzare proposte non ecologiche ma ideologiche».
«La situazione è insostenibile – gli fa eco Daniela Laffusa (Lega) – Bar e farmacia perdono clienti, perché non possono più fermarsi. Ai dipendenti delle attività commerciali è stato detto di parcheggiare in via Napoli per liberare i posti davanti ad esse, ma in via Napoli li multano». Le attività sono contrarie anche all’ipotesi di introdurre il disco orario di mezz’ora, a partire da quelle della ristorazione. «Ragioniamo in Comune con persone che sono sorde – aggiunge Laffusa – È evidente che il progetto non andava bene, ma è stato fatto lo stesso senza ascoltare i consiglieri di minoranza, si sono spesi soldi e ora rimettono mano ai lavori per dare un contentino di una decina di posti».
Pronti ad azioni clamorose
Fra le voci contrarie alla “bicipolitana” c’è chi ricorda altri progetti legati ad essa e contestati, da via Liguria a via XXIX Maggio. In via per Canegrate è stata adottata una soluzione mista, con parcheggi in linea e un percorso ciclopedonale, che qui però non è possibile fare perché manca lo spazio. Ma qualcuno ricorda che la ferma opposizione alla pista in via Volta ha avuto successo e le biciclette hanno preso letteralmente un’altra strada: per questo chi lavora o abita in via Novara non esclude di alzare il livello della protesta. «C’è una bella animosità, studieremo cosa fare» dice uno. «Se ripartono i lavori – minaccia una signora – metteremo lì le macchine per impedirli».
«Un’amministrazione deve creare un ambiente per favorire il commercio e la vivibilità – tira le somme Toia – Qui è il contrario, si mettono i cittadini gli uni contro gli altri e si creano solo disagi. Mettiamo l’assessore alla “quotidianità” a contare quanti ciclisti passano, e poi vediamo quanto sono utili queste opere». «Alle prossime Amministrative – promette Laffusa – questa pista che crea un grave problema di sicurezza sarà smantellata dal centrodestra».
Banda di spacciatori marocchini sgominata dalla Polizia di Legnano
