Addio a don Mazzi, la sua missione sociale con Exodus in provincia di Varese

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Don Antonio Mazzi, scomparso a 96 anni dopo una vita dedicata al sociale e all'impegno educativo

MILANO – Si è spento a Milano don Antonio Mazzi, 96 anni, sacerdote, educatore e fondatore della Fondazione Exodus, una delle figure più autorevoli e amate del volontariato italiano. Aveva dedicato oltre quarant’anni della sua vita ad accogliere giovani in difficoltà, tossicodipendenti, adolescenti fragili e persone ai margini, trasformando il dolore in percorsi di rinascita. Con la sua scomparsa il Paese perde un punto di riferimento capace di parlare ai giovani con schiettezza, senza mai rinunciare alla speranza. Ordinato sacerdote nel 1956, veronese di origine, don Mazzi fondò Exodus nel 1984, scegliendo un modello educativo innovativo, fatto di responsabilità, lavoro, condivisione e fiducia nelle persone prima ancora che nei loro errori. La sua voce, spesso fuori dagli schemi, è entrata anche nelle case degli italiani attraverso libri, giornali e numerose trasmissioni televisive, mantenendo sempre al centro il tema dell’educazione e della dignità umana.

Il legame con la provincia di Varese

Il rapporto di don Mazzi con il Varesotto è stato intenso e duraturo. La Fondazione Exodus ha infatti sviluppato nel territorio provinciale una presenza significativa, in particolare a Gallarate (villa Calderara) e a Villadosia di Casale Litta, diventate negli anni luoghi simbolo dell’accoglienza e della formazione educativa della comunità. Qui sono stati promossi percorsi di recupero, iniziative rivolte ai giovani e numerosi incontri dedicati alle famiglie, alle scuole e agli educatori. Ancora poche settimane fa proprio la sede di Casale Litta era stata protagonista di iniziative rivolte agli adolescenti, a conferma di un impegno che don Mazzi ha portato avanti fino agli ultimi mesi della sua vita. Nel corso degli anni il sacerdote è stato ospite in numerosi incontri pubblici nella provincia di Varese, dove il suo messaggio ha trovato terreno fertile grazie a una rete di volontari, operatori sociali e amministratori che hanno condiviso la sua visione educativa. Guarda la sua intervista a Malpensa24 nel 2021, quando disse: “Mi piacerebbe morire camminando“:

L’eredità di un educatore

Più che un semplice fondatore di comunità, don Antonio Mazzi è stato un educatore instancabile, convinto che nessuno fosse irrecuperabile. Celebre il suo invito a non etichettare i ragazzi come “casi difficili”, ma a guardarli come persone in cerca di una possibilità. Una filosofia che ha accompagnato migliaia di giovani verso una nuova vita e che continuerà a vivere nelle decine di comunità Exodus diffuse in tutta Italia. Con la sua morte si chiude una pagina importante del volontariato italiano, ma resta un patrimonio di idee, esperienze e testimonianze che continuerà a ispirare chi ogni giorno sceglie di stare accanto agli ultimi.

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