BUSTO ARSIZIO – La legge è legge, anche nelle settimane di Ferragosto. Devono pensarla così, in modo inflessibile, amministratori civici e polizia urbana di Busto Arsizio che, in questi giorni di deserto cittadino, colpiscono gli automobilisti rimasti in città senza remissione. A differenza di altre località vicine (vedi Gallarate) non usano mano leggera per chi sosta negli stalli blu o in quelli regolati dal disco orario senza rispettare le prescrizioni che prevedono, appunto, una sosta limitata nel tempo o il suo pagamento.
Tutto regolare, ci mancherebbe. Tranne l’idea che, forse, in questo particolare periodo dell’anno, si potrebbe anche sospendere l’obbligo di affidarsi al parcometro. Una situazione di estremo rigore che ha fatto montare la polemica che, in questi giorni, invece di placarsi cresce di tono.
“Il Comune ha un solo intento – è l’accusa – vuole fare cassa”. Sospetto avvalorato anche dalla comparsa di pattuglie della polizia locale che, in pieno giorno, controllano la velocità con l’autovelox, altrettanto inflessibili nonostante i diminuiti flussi di traffico. Qui, la motivazione di tanto rigore riguarda la sicurezza, nonostante siano in circolazione, almeno nelle settimane centrali d’agosto, un deciso minor numero di auto, soprattutto in tarda mattinata. La legge è legge, dicevamo. Ma esistono anche norme non scritte che dovrebbero anch’esse fare fede. Evidentemente, non a Busto Arsizio. Senza per questo dover derogare all’impegno istituzionale di garantire il rispetto del codice della strada e, appunto, l’incolumità di tutti.
Multe d’agosto a Busto, l’ex assessore: «Sosta gratis? Si può fare. E i vigili nei quartieri»
