Multimedica di Castellanza, i pazienti oncologici “invitati” a farsi curare altrove

CASTELLANZA – «Siamo stati invitati a scegliere altre strutture dove essere seguiti per le cure chemioterapiche. Una doccia fredda». A denunciarlo è un gruppo di pazienti oncologici della clinica Multimedica di Castellanza, la storica “Santa Maria” al confine con Busto Arsizio. Hanno avuto conferma che il rischio di essere «dirottati» altrove sta diventando l’amara realtà: dal 1° settembre dovranno lasciare il percorso di cura avviato alla Multimedica per riprenderlo in altre strutture, e con altri medici. «Chiediamo almeno più tempo – l’appello dei pazienti, gettati nello sconforto – spostarci, riprendere un percorso, rifare anche la parte burocratica, per persone fragili, magari anziane è davvero un trauma».

La lettera

Siamo un gruppo di pazienti del reparto di Oncologia in cura presso la struttura Multimedica di Castellanza. Non più di 10 giorni fa i Medici di riferimento che ci seguono (in alcuni casi anche da anni) ci hanno allertati rispetto alla possibilità di essere dirottati per le cure  chemioterapiche presso altre strutture della zona.
Abbiamo letto su quotidiani locali non più di 5 giorni fa che la direzione di Multimedica, interpellata dal giornalista, aveva smentito tale notizia, parlando di ristrutturazione che non avrebbe toccato questo reparto così nevralgico e delicato da tanti punti di vista.
Durante le visite odierne l’amara conferma: noi pazienti siamo stati “invitati” ad indicare e scegliere fra altre strutture quella presso la quale saremo seguiti dal primo settembre.
Lasciamo immaginare a chi legge e alla Vostra Redazione lo sconforto che ci ha colti: in pieno agosto, seguiti da anni da Medici che ci accompagnano in un percorso così arduo con cura estrema, con attenzione a tutti gli aspetti che ci coinvolgono,  con un tratto umano unico, riteniamo questa doccia fredda improvvisa un ulteriore aggravio alla nostra patologia.
Chiediamo che le nostre ragioni siano ascoltate: spostarci, riprendere un percorso, rifare anche la parte burocratica, per persone fragili, magari anziane è davvero un trauma.
Immaginiamo vi siamo ragioni fondate alla base di tale decisione, ma chiediamo almeno più tempo per organizzarci ed entrare anche psicologicamente nella nuova situazione.

Grazie per l’attenzione, vi chiediamo di non sottovalutare una situazione che , per chi ne è toccato e per i familiari , è veramente grave.
Un grazie di cuore ai Medici ed al Personale, una vera seconda famiglia.

Un gruppo di pazienti

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