VARESE – Quando sono entrati nella sala colloqui e hanno visto l’opera conclusa hanno esclamato in coro “Wow”. Lo stupore dei detenuti nello scoprire il lavoro realizzato da Ravo vale da solo tutto il senso del progetto che si è svolto nella Casa circondariale di Varese. L’inaugurazione del murale è avvenuta nel pomeriggio di oggi, martedì 5 novembre, presso la sala colloqui (nel video qui sotto la testimonianza dei detenuti).
L’allegoria della libertà
«Questa è la sala dove i detenuti incontrano i loro familiari, e anche l’ambiente dove organizziamo eventi a cui partecipa chi viene da fuori – ha detto la direttrice Carla Santandrea – quest’opera abbellisce l’ambiente: è una meraviglia che dà un senso di spensieratezza. Andrea è stato bravissimo e velocissimo: in tre ore domenica ha fatto tutto». Su una parete della sala il noto street artist varesino Andrea Ravo Mattoni ha realizzato a spray L’Allegoria della Libertà: un simbolo di speranza per il futuro che aspetta i detenuti nel mondo esterno una volta che avranno saldato il loro debito con la legge.
Ravo racconta la sua opera
«Ho voluto dare questo messaggio – ha detto l’artista – rappresentando la libertà con questa fanciulla speranzosa e allegra che guarda verso un futuro di bellezza. C’è poi una metafora con delle colombe che escono dalla sua testa, che rappresentano il pensiero che rende veramente liberi. Grazie anche ai detenuti ho elaborato quest’idea: gli input che mi hanno dato sono stati lo spunto per realizzare quest’opera». Il murale rientra nel nuovo filone artistico di Ravo legato all’intelligenza artificiale, con la tecnologia che fa da ausilio per l’ideazione delle immagini che Ravo poi va a realizzare fisicamente con lo spray.
La collaborazione
Un tema già al centro della sua personale che si è svolta negli scorsi mesi al Castello di Masnago. Proprio in quell’occasione si sono allacciati i primi rapporti con la casa circondariale, con la visita alla mostra di un gruppo di detenuti. Un percorso che è poi proseguito fino alla realizzazione dell’opera, con lo “zampino” dell’assessore alla cultura del Comune di Varese Enzo Laforgia. «Il tempo che Ravo ha impiegato per realizzare quest’opera è stato uno spazio di libertà – ha commentato – lui non ha avuto nessun limite e nessuna costrizione in un luogo come questo che è così regolamentato e rigido».
La risposta dei detenuti
L’opera è stata finanziata dal Lions Club Varese Prealpi. Tra i presenti all’inaugurazione anche Serena Pirrello, funzionaria pedagogica del Ministero della Giustizia, che ha raccontato la risposta da parte di chi si trova ristretto nell’istituto dei Miogni. «Dopo tanti anni di lavoro in carcere difficilmente sentiamo delle esclamazioni di bellezza – ha commentato – ma nel momento in cui una decina di loro sono entrati in questa stanza c’è stato un “wow” collettivo». Sensazioni che gli stessi detenuti hanno poi voluto spiegare. «Ci ha lasciato senza parole, lo ringraziamo per averci portato qualcosa che ci fa pensare al futuro e ci apre il cuore. Avere qui un artista di fama mondiale come lui è un grande onore».
L’intelligenza artificiale nell’arte a Varese con Ravo. «Uso la macchina, ma creo io»
murale ravo carcere varese – MALPENSA24
