VARESE – C’è chi, con una battuta, ha battezzato la serata come la presentazione – non ufficiale – del possibile candidato sindaco alle prossime elezioni di Varese. Tesi smentita dagli organizzatori, anche se nella sala di Varese Vive di papabile, seduti ai tavoli, ce n’erano almeno tre: l’evergreen (sempre verde anche perché leghista) Carlo Piatti, Renzo Oldani, patron della Binda – che non ha bisogno di presentazioni – e nome che “buca” in ambienti trasversali e l’outsider Matteo Inzaghi, direttore di Rete 55. Un nome quest’ultimo che ha preso a girare negli ambienti politici, soprattutto leghisti.
«Questa sera (venerdì 9 gennaio) in realtà facciamo due cose, ovvero presentiamo il laboratorio civico Varese sei tu e inauguriamo una serie di incontri sullo sport». Parola di Sergio Terzaghi, avvocato di professione, leghista di fede e consigliere comunale nel secondo mandato Fumagalli. E se sulla “storia” dei candidati sindaco Terzaghi può dribblare, la presenza di tanti leghisti in sala è cronaca sotto gli occhi di tutti. In sintesi: una serata conviviale a tema “sport” con quattro relatori d’eccezione: Luis Scola della Pallacanestro Varese; Toto Bulgheroni, Beppe Marotta, presidente dell’Inter e il ministro Giancarlo Giorgetti.
Sergio Terzaghi, lei è tra coloro che hanno dato vita a “Varese sei tu”. Con quale obiettivo?
«Quello di far partire un laboratorio civico che vuole mettere il dibattito al centro della città».
Tra poco più di un anno si vota a Varese. Iniziativa a “orologeria”?
«Crediamo che Varese negli ultimi anni ha vissuto e ancora vive di polemiche, ma non di confronto e dibattito sulle cose che davvero servono alla città. È il momento di dare vita a un percorso funzionale a riportare il capoluogo ai fasti che merita e che ha conosciuto in passato».
Se ci sono state più polemiche che confronto significa che sono mancate le idee. Anche nella Lega e, se allarghiamo agli alleati, nel centrodestra, area politica alla quale, ci sembra, “Varese sei tu” faccia riferimento, non crede?
«Le idee sono mancate in generale. “Varese sei tu” vuole essere una realtà capace di stimolare tutte le anime presenti in città sui temi più cari ai varesini. Questa associazione sarà un cantiere aperto, dove tutti potranno dare il proprio contributo. E quando dico tutti, mi riferisco a semplici cittadini, imprenditori, commercianti, professionisti. Insomma, tutti coloro che avvertono l’esigenza di provare a far tornare grande Varese».
Un’associazione aperta a tutti che però parte con una cena riservata. Non è una contraddizione?
«La prima serata la possiamo considerare il punto zero. Abbiamo voluto partire dallo sport e dalle realtà sportive. Da qui in avanti organizzeremo serate aperte alla cittadinanza. Detto questo però le idee, anche quelle che emergeranno da questo incontro con grandi personaggi dello sport del calibro di Beppe Marotta (presidente dell’Inter); Luis Scola della Pallacanestro Varese, Toto Bulgheroni e il ministro Giancarlo Giorgetti che è legato allo sport cittadino, verranno condivise con i varesini».
Insistiamo, laboratorio civico con tanto leghismo. “Varese sei tu” think tank del Carroccio?
«Diciamo che questa sera ci sono ospiti che non hanno casacche di partito, ma amano il territorio e la città di Varese. Certo non posso negare che siamo un gruppo che ha tra i proprio valori l’autonomia e l’identità».
Terzaghi, non giriamoci troppo intorno: l’obiettivo è scrivere l’agenda programmatica per le prossime elezioni?
«Il 2027 è ancora lontano e, per ora, non abbiamo questa ambizione. Diciamo che potremo diventare un interlocutore, non necessariamente un alleato, di chi vuole rilanciare Varese».
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