“Nel salotto del collezionista”: una mostra per scoprire Varese tra Otto e Novecento

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VARESE – Un visita “Nel salotto del collezionista, tra arte e mecenatismo a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento”. Questa l’esperienza che gli amanti della pittura potranno fare nella mostra allestita nel castello di Masnago a Varese e curata dallo storico dell’arte Sergio Rebora.

Alla scoperta della Varese otto e novecentesca

Il percorso artistico, reso straordinario da capolavori di Francesco Hayez, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Gaetano Previati, Giacomo Balla, Adolfo Wildt è un sorprendente affresco dello spirito e dei valori di un’epoca. Il visitatore intraprende un appassionante e suggestivo viaggio di scoperta della Varese di fine Otto e inizio Novecento, una città moderna e culturalmente vivace, dove si fondono e si intrecciano crescita, arte e mecenatismo.

Lo spirito lungimirante

Artefice del cambiamento l’alta borghesia che seppe distinguersi per uno spiccato spirito imprenditoriale, lungimirante mecenatismo e profonda visione filantropica. Un impegno che lascia traccia e resta vivo, nella moderna fisionomia di Varese e nella nascita di organismi filantropici. Ed in particolare nelle collezioni d’arte molto significative sul territorio varesino e lombardo, sia per l’importanza delle opere in esse conservate, sia per la rappresentatività storica e sociale dei personaggi e delle istituzioni che le hanno create.

Una storia lunga 200 anni

Il percorso della mostra si dipana dunque attraverso due secoli tra protezione delle arti e impegno nella filantropia rappresentati da dipinti, sculture e oggetti d’arte decorativa e archeologici. Antesignana di tale sviluppo negli anni della Restaurazione risulta la famiglia di Antonio Tallachini, appaltatore di strade ferrate originario di Casciago ma affermatosi a livello europeo, seguito dalla dinastia dei Ponti di Gallarate , “signori del cotone” e mecenati delle arti imparentati con i Borghi, i Cantoni e i Turati , anch’essi committenti di ritratti encomiastici e proprietari della celebre villa neorinascimentale di Biumo Superiore progettata da Giuseppe Balzaretto.

I legami con Milano

Ma ancora nell’Ottocento si assiste alla presenza sul territorio di membri dell’antica aristocrazia milanese, esemplificata in mostra da Antonio Litta Visconti Arese, proprietario della villa omonima ora Panza di Biumo e collezionista di opere di maestri del rinnovamento delle arti in Lombardia come Giuseppe Bertini ed Eleuterio Pagliano. La presenza di non pochi artisti sul territorio a scopo residenziale è esemplificata da Lodovico Pogliaghi, scultore, pittore e decoratore attivissimo che costruisce una vera e propria casa studio museo al Sacro Monte.

Da borgo a provincia

A cavallo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del secolo successivo in concomitanza con la trasformazione di Varese da borgo di provincia a città ricca di imprese non pochi esponenti della borghesia locare si affacciano al collezionismo, come il notaio Giuseppe Bonazzola che rileva alcune opere appartenute ai Litta il capomastro Luigi De Grandi e sua moglie Amelia Bolchini, figlia e sorella degli avvocati Giuseppe e Ferruccio.

Da Vinci

La splendida raccolta di dipinti e sculture ordinata dai coniugi viene destinata al Comune di Varese, così come quella non meno eccezionale costituita da Guido Rossi, imprenditore tessile originario di Gallarate, va ad arricchire il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano; grazie al tramite di Rossi anche la famiglia di Alessandro Maino, altro industriale gallaratese si accosta all’arte del tempo.

Nel secondo dopoguerra, in concomitanza con la creazione di un museo civico ispirato a parametri tecnici e finalità culturali e sociali innovativi e aggiornati su modelli internazionali, Varese e il suo territorio diventano punto di incontro di residenti e villeggianti dediti al fenomeno di un collezionismo che spazia tra Ottocento, Novecento e contemporaneità.

Ne sono esempio le opere trasmesse alla città o ad altre importanti o esempio le opere trasmesse alla città o ad altre importanti istituzioni museali lombarde e nazionali, come il Museo Poldi Pezzoli di Milano e altri musei lombardi e nazionali.

Il progetto Artgate

Dal 2017 Fondazione Cariplo promuove il progetto Artgate, un insieme di interventi volti alla divulgazione della propria Collezione d’arte (766 dipinti, 118 sculture e 53 arredi e oggetti ) e articolato in varie proposte culturali come l’esposizione permanente del nucleo ottocentesco alle Gallerie d’Italia Piazza Scala Da Canova a Boccioni e attività didattiche.

In questo scenario si colloca OPEN, un’iniziativa che con “Artgate” apre alle Fondazioni di Comunità e al territorio. Un tour di eventi espositivi, costruiti a partire dalla Collezione Cariplo, che mettono in primo piano e testimoniano l’incessante impegno delle Fondazioni a favore del benessere e della crescita culturale del proprio territorio.

Arte: espressione della filantropia

L’obiettivo di OPEN è mettere in primo piano la vocazione civile e culturale delle Fondazioni di Comunità, di Comunità, il loro essere istituzioni che promuovono l’arte come motore di cultura e d’identità, la coesione sociale come elemento imprescindibile per la diffusione del benessere della collettività. E la viva testimonianza dell’attenzione verso la salvaguardia dei valori di identità e di cultura è espressa attraverso l’arte, a partire dal grande patrimonio artistico di
Fondazione Cariplo, affiancato dai patrimoni delle diverse città.

I capolavori in mostra intrecciano idealmente un dialogo con l’agire filantropico della Fondazione di Comunità, in particolare richiamano la centralità del suo impegno in ambito sociale, fortemente focalizzato sul benessere delle persone, in particolare dei giovani e delle fasce fragili della società. Il suo essere istituzione proiettata al “creare e fare cultura”. Non è dunque un caso che il catalogo della mostra sostiene il contrasto alle nuove povertà sul territorio del Varesotto attraverso i progetti di Fondazione Comunitaria del Varesotto.

Partnership con Intesa Sanpaolo

Fondazione Cariplo e Intesa Sanpaolo sono da sempre unite dalla comune visione proiettata al creare e fare cultura e alla disseminazione di valori culturali nella società. Lo testimonia Gallerie d’Italia Piazza Scala dove esperimenti artistici dell’ottocento presenti nelle raccolte della Fondazione Cariplo e di Intesa Sanpaolo trovano una collocazione ideale negli interni monumentali degli edifici di Palazzo Anguissola Antona Traversi (XIX sec) e di Palazzo Brentani (XIX sec) di proprietà di Intesa Sanpaolo dando vita ad un percorso espositivo di ampio respiro culturale. La collaborazione tra le due istituzioni continua anche in occasione del tour Open e della tappa varesina.

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