CAIRATE – Là dove c’era l’erba, ci sarà una distesa di pannelli fotovoltaici. Avanza la “Hydrogen Valley”, e ai bordi di un grande prato verde sotto il ponte di Cairate spuntano le recinzioni di cantiere per costruire il parco fotovoltaico che alimenterà l’impianto di produzione di idrogeno verde che sorgerà al posto della vecchia cartiera Vita Mayer. E si levano anche le proteste: per Francesco “Checco” Lattuada, l’ex consigliere comunale di Busto Arsizio che risiede in zona, l’intervento deturperà irrimediabilmente il paesaggio del fondovalle.
La produzione di idrogeno verde
Il parco fotovoltaico è uno degli step del progetto della società Expand, che si è aggiudicata un bando regionale PNRR per la riconversione di aree dismesse finalizzata alla realizzazione di impianti di produzione di idrogeno “verde”. Expand ha acquisito l’ex cartiera di Cairate da Prealpi Servizi, società ormai confluita nel gestore del servizio idrico provinciale Alfa, e deve completare il progetto entro la scadenza del 2026 imposta dal piano europeo Next Generation EU. I pannelli fotovoltaici serviranno a produrre l’energia solare necessaria ad alimentare l’impianto che poi fornirà carburante “green” per i mezzi pesanti e non solo.
Le proteste “Nimby”
Il progetto aveva già sollevato un fronte di proteste “Nimby”, dall’acronimo inglese “Non nel mio giardino” tipico delle ostilità alle infrastrutture che impattano sull’ambiente. E proprio Francesco Lattuada era stato tra le prime voci contrarie all’intervento all’ex cartiera: «Questo disegno dimostra plasticamente che avevo ragione io qualche mese fa – spiega l’ex consigliere comunale bustocco, figura storica della destra sul territorio – mi sembra strano che nessuno si renda conto che si andrà a coprire con degli specchi più della metà della Valle. Parlano di riqualificazione, ma mettere dei pannelli fotovoltaici su un’area verde, che ormai si è rinaturalizzata da sola e che è visibilissima da più punti, a me sembra solo deturpazione». Lattuada presume inoltre che il parco fotovoltaico, grazie al PNRR, sia stato «autorizzato in deroga alle norme ambientali» che ormai hanno superato questo tipo di sfruttamento del suolo agricolo per la produzione di energie rinnovabili: «Sarà sicuramente legale ma è assurdo e in controtendenza dal punto di vista estetico e di una mentalità green».
L’idrogeno all’ex cartiera divide Cairate. Lattuada e M5S nel fronte Nimby
