A Novara la crisi travolge anche la storia: addio alla pasticceria Gramigni

Novara chiusura pasticceria Gramigni
La Pasticceria Gramigni chiusa. Nel riquadro l'addio ai clienti

NOVARA – Un’altra bottega storica del centro città chiude definitivamente i battenti. Dopo oltre sessant’anni di attività, oggi non ha rialzato serranda la pasticceria Gramigni di corso Cavour, uno dei negozi più legati alla tradizione locale e alla memoria condivisa di prodotti iconici come il Pane di San Gaudenzio e la torta Antonella, che richiama l’architettura della Cupola .

La chiusura a pochi giorni dalla celebrazione delle botteghe storiche

Una chiusura in parte inattesa, ma in parte annunciata dopo la scomparsa nel settembre 2024 del fondatore, Ettore Gramigni, che, pur in pensione da un decennio, aveva continuato ad essere una presenza importantissima accanto al figlio Maurizio attuale titolare dell’attività.

Una chiusura – peraltro – che, per paradosso arriva a pochi giorni dall’ennesima cerimonia prenatalizia durante la quale l’assessorato al commercio del Comune ha conferito targhe di riconoscimento a otto imprese storiche della città.

In attività dal 1964 nella sede nel cuore della città

La Pasticceria Gramigni era in attività dal 1° dicembre 1964 quando Ettore Gramigni la aprì insieme alla moglie Maria Piera Daverio, poi affiancati dai figli. Una attività da sempre parte dell’immaginario collettivo dei novaresi non solo per i suoi prodotti (per il Pane di San Gaudenzio, dolce tipico della festa patronale di gennaio aveva ricevuto un riconoscimento nazionale dall’ Accademia Italiana della Cucina) ma anche per lo stile sobrio e discreto, tanto “novarese”.

Un semplice foglietto per l’addio

E anche per il commiato Maurizio Gramigni ha scelto una modalità che sarebbe piaciuta a suo padre: un semplice foglietto bianco scritto a mano e attaccato con lo scotch sulla serranda ormai irrimediabilmente chiusa:  «La pasticceria Gramigni Ettore vi ringrazia per la fiducia e il supporto dimostratoci in questi anni. Se potete… divertitevi».

Una chiusura esemplare della crisi in atto

Al di là del romanticismo e della nostalgia, l’addio al Gramigni è davvero tristemente esemplare del momento di crisi in cui versa il commercio cittadino, soprattutto quello legato alle grandi famiglie artigiane e di esercenti.

Una crisi  davanti alla quale non sembrano arrivare risposte davvero efficaci.

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