Consegnato il Sigillum a tre «stra-ordinari» esempi della Novara solidale

Novara novaresi anno premiazione
Da sinistra: Finzi, Invernizzi, Canelli, Costa

NOVARA – Da 43 anni il premio al “Novarese dell’anno” viene assegnato – nel contesto della Festa Patronale di San Gaudenzio –  a concittadini che hanno portato particolare lustro al nome di Novara. In passato lo hanno ricevuto figure come Oscar Luigi Scalfaro, presidente della Repubblica dal 1992 al 1999, lo scrittore Sebastiano Vassalli, l’attore Umberto Orsini, l’architetto Vittorio Gregotti. Nel 2021, in pieno lockdown, il premio era stato assegnato simbolicamente a tutti i novaresi che si erano distinti nella lotta contro il Covid.

La solidarietà come criterio per i premi di quest’anno

E in questo 2026 la “lente di ingrandimento” attraverso cui il Comitato ha scelto le tre personalità a cui attribuire il “Sigillum Communitatis Novariae” è stata quella della solidarietà.

Lo ha ribadito oggi pomeriggio all’Arengo del Broletto il sindaco Alessandro Canelli, presentando i tra Novaresi dell’Anno per il 2025: Fra Marco Costa in rappresentanza dei Frati Cappuccini del convento di San Nazzaro alla Costa, Danila Finzi per l’Associazione dei Volontari Ospedalieri AVO e Anna Chiara Invernizzi della Fondazione Veronesi.

Canelli: «Persone che non cercano facile visibilità»

«Abbiamo scelto tre persone – ha detto Canelli – unite dal fatto di stare accanto a chi soffre, a chi fa esperienza di solitudine e fragilità. E lo fanno senza clamore,  senza cercare una facile visibilità. In questo senso sono persone stra-ordinarie». «Novara – ha concluso – vuole essere una città che cresce senza perdere la propria anima»

Gli interventi dei premiati

Emozione e profondità anche negli interventi dei tre premiati (che questa mattina avevano incontrato la giunta comunale a Palazzo Cabrino) .

Danila Finzi ha reso omaggio soprattutto ai volontari «che considerano normale uscire di casa e andare in ospedale per dedicarsi a persone sconosciute».

Anna Chiara Invernizzi ha rivolto un pensiero ai giovani «che sanno stupirci con il loro impegno».

Fra Marco Costa – che era accompagnato da tutti i frati della comunità e da una rappresentanza dei volontari che collaborano per il servizio della mensa – ha parlato di una città «che non vuole rassegnarsi e che vuole restare umana e unita». Il religioso ha parlato dei frati cappuccini come “frati del popolo” «che stanno in mezzo alla gente facendo quello che va fatto non per eroismo ma come opera di giustizia, anche se disturba le nostre agende». E ha concluso condividendo il sogno che San Nazzaro possa diventare «un polo caritativo più grande e attrezzato».

Le motivazioni ufficiali del riconoscimento

Queste motivazioni ufficiali del riconoscimento, così come riportate sulle pergamene consegnate dal sindaco.

Fra Marco Costa – Frate Minore Francescano Cappuccino della Provincia del Piemonte, Marco Costa è guardiano della fraternità di evangelizzazione del Convento dei Frati di San Nazzaro della Costa, dove, oltre all’intenso servizio pastorale e sacramentale “classico”, anima l’annuncio del Vangelo attraverso catechesi esperienziali, missioni popolari, esercizi spirituali, ma anche tramite musica, podcast e i linguaggi culturali contemporanei, in collaborazione con i laici.

Un lavoro silenzioso e umile quello di Fra Marco Costa che incarna la spiritualità francescana e la dedizione al servizio della comunità con una passione e un impegno che toccano il cuore di tutti coloro che entrano in contatto con lui.

Come guardiano del Convento di San Nazzaro della Costa, coordina, grazie al lavoro generoso e attento dei frati responsabili della Mensa, a tutta l’intera fraternità e ai tanti volontari, l’intenso servizio di carità attraverso la distribuzione di circa 50-100 pasti caldi quotidiani a pranzo, sette giorni su sette, un guardaroba di abiti maschili e un centro d’ascolto, iniziative attraverso cui ha saputo coniugare la predicazione del Vangelo con l’azione concreta a favore dei più vulnerabili, offrendo supporto a famiglie in difficoltà e persone in stato di bisogno. Il suo lavoro non si limita al supporto materiale, ma si estende anche alla crescita spirituale e culturale, coinvolgendo la comunità in iniziative che spaziano dalla catechesi alla musica, dalle mostre alla riflessione spirituale.

La sua attenzione verso le persone in difficoltà e il suo instancabile impegno per l’umanità lo rendono un esempio di dedizione e compassione.

 

Danila Finzi – Sposata con Michele, due figli Mario e Cecilia e due adorabili nipotini, Danila Finzi studia a Torino, conseguendo il diploma di liceo classico. Il suo percorso lavorativo inizia nel campo dell’editoria, poi nelle risorse umane e nella selezione del personale. Nello stesso periodo, si occupa della legge 68/99 per l’inserimento e l’integrazione lavorativa delle persone disabili, un tema a cui Danila è particolarmente attenta e su cui concentra le proprie predisposizioni.

Dopo la morte della mamma, nel 2010, si avvicina al mondo del volontariato ospedaliero, mettendo a frutto la sua personale attitudine a prendersi cura degli altri e il desiderio di dare aiuto e sostegno ai ricoverati in ospedale.

Prosegue il suo percorso con l’associazione Avo occupandosi della lettura ad alta voce rivolta a malati ed anziani in Ospedale e nelle Case di riposo novaresi. Nel 2016 viene eletta Presidente di Avo, fino al 2021, poi riconfermata nel 2024. Danila, con il suo instancabile impegno e con i suoi volontari, ha dimostrato una dedizione rara nel migliorare la qualità della vita dei pazienti e degli anziani in ospedale. Con il suo percorso, ha contribuito a rendere l’ospedale non solo un luogo di cura fisica, ma anche un luogo dove l’umanità e la solidarietà sono al centro. La passione e l’impegno costante di Danila e dei suoi volontari sono stati un faro per la comunità, creando legami di supporto che vanno ben oltre la semplice assistenza sanitaria.

L’Avo, nel 2025, ha raggiunto il traguardo di 45 anni di attività dalla fondazione, attualmente opera con circa 70 volontari che dedicano quotidianamente e in modo gratuito parte del loro tempo ad utenti e pazienti, specialmente quelli più fragili.

 

Anna Chiara Invernizzi – Classe 1969, Anna Chiara Invernizzi, dopo l’esperienza di Vice Presidente in Confindustria Novara ed in Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, è oggi responsabile della delegazione di Fondazione Veronesi di Novara, vice presidente della Fondazione Comunità Novarese, membro del consiglio direttivo di Novara – Territorio e Cultura onlus e di Ail Novara Onlus, oltre ad altri incarichi che ricopre con competenza e profonda passione.

Anna Chiara ha dedicato la sua vita professionale e personale a promuovere la ricerca e il benessere collettivo, con particolare attenzione alla lotta contro il cancro. Come responsabile della delegazione di Fondazione Veronesi a Novara, ha saputo mobilitare risorse e sensibilità, coinvolgendo la comunità nella promozione di sani stili di vita e nella raccolta di fondi per la ricerca medico-scientifica.

Il suo ruolo all’interno di numerose organizzazioni, tra cui Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, Ail e Fondazione Comunità Novarese, dimostra la sua visione a lungo termine e il suo impegno costante nel migliorare la vita della comunità. Con la sua leadership e il suo entusiasmo contagioso, Anna Chiara ha reso Novara un punto di riferimento nella sensibilizzazione e nel finanziamento della ricerca oncologica, contribuendo a rendere la città un modello di solidarietà e di attenzione alla salute. La Fondazione Veronesi nasce nel 2003 con il supporto di dieci premi Nobel, illustri scienziati e figure di spicco della cultura nazionale e internazionale. Con un percorso chiaro e ambizioso: quello di impegnarsi, anno dopo anno, per sostenere concretamente la ricerca a beneficio della comunità e diffondere il sapere scientifico. La delegazione di Novara, con grande attenzione, forti energie, passione, sapientemente guidata e coinvolta, ha ottenuto in questi anni risultati davvero importanti.

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