NOVARA – Tutto è bene quel che finisce bene, e questa è sicuramente una verità.
Ma a guardare la mappa dei graffi e delle retromarce, la riapertura della palestra del Terdoppio – annunciata questo pomeriggio e fissata per venerdì 17 luglio – assomiglia molto più a un salvataggio in extremis che a un successo di cui vantarsi.
A levare le castagne dal fuoco all’amministrazione comunale ci ha pensato, ancora una volta, la Cooperativa Comunità Giovanile Lavoro. La stessa realtà che, solo pochi giorni fa, era stata pubblicamente accusata dall’assessore allo Sport, Elisabetta Franzoni, di aver fatto «uno sgambetto alla comunità».
Evidentemente, lo sgambetto non c’era. C’era semmai la legittima preoccupazione di una realtà imprenditoriale. E la Cooperativa ha dimostrato per l’ennesima volta un supplemento di disponibilità per la città, stringendo la mano a un’amministrazione rimasta in panne dopo il pasticcio delle scorse settimane.
Il “miracolo” dell’affidamento diretto
Cosa sia accaduto nelle “segrete stanze” non si sa. E’ trapelato solo il fatto che il sindaco Canelli ci abbia messo le mani.
Sta di fatto che oggi i toni sono radicalmente cambiati. L’assessore Franzoni parla di «vero successo, frutto della collaborazione» e ringrazia la Comunità Giovanile Lavoro per aver «rivisto la propria posizione».
Una giravolta istituzionale resa necessaria dal fatto che il “piano B” dell’assessore allo sport (il casting disperato tra le altre associazioni del territorio) non avrebbe mai garantito i tempi e la sicurezza della gestione unitaria.
L’affidamento diretto in continuità permetterà infatti di integrare abbonamenti, pulizie e segreteria tra piscina e palestra, evitando il caos burocratico e i rischi di sicurezza che la presenza di più operatori avrebbe causato.
La Cooperativa: «Nessuno sgambetto, volevamo solo certezze»
Dalla Comunità Giovanile Lavoro la replica è tanto elegante quanto ferma: «Non è mai esistita alcuna volontà di fare passi indietro o di agire con slealtà; semplicemente, avevamo la necessità tecnica e oggettiva di operare all’interno di un quadro di fattibilità concreto. Non appena è stata riproposta la soluzione iniziale, ci siamo attivati».
Niente ripicche, dunque, ma pragmatismo aziendale. La Cooperativa gestirà la palestra in questo periodo “ponte” che traghetterà l’impianto fino al maxi bando d’autunno. E rilancia: da settembre l’offerta verrà ampliata con corsi a terra, acquagym e risveglio muscolare.
I nodi politici restano
Resta il versante politico. Le opposizioni, guidate dal dem Nicola Fonzo, avevano già affondato il colpo, ricordando che la scadenza del vecchio gestore era nota da oltre un anno e che la delibera salvataggio era arrivata fuori tempo massimo. La palestra riapre, i cittadini respirano, ma la “medaglia d’oro” va alla Cooperativa: criticata prima, invocata poi, e infine decisiva per evitare il disastro.
