Risicoltura, da Novara parte il progetto Marea per la sostenibilità della filiera

Novara risicoltura sostenibile Marea
Da sinistra Maio, Barbone, Bobba, Poggianella, Chiodini, Pelissetti

NOVARA – La variabilità climatica, l’aumento dei costi delle materie prime e la necessità di tutelare le risorse idriche stanno spingendo la risicoltura italiana verso una rapida evoluzione tecnologica e scientifica.

In questo contesto si inserisce il progetto Marea (Mitigation and Agroecology for Rice Ecosystems and Aquatic Environments), un’iniziativa nata con l’obiettivo di coniugare la competitività economica delle aziende agricole con la riduzione dell’impatto ambientale nel settore risicolo.

Il progetto, le cui basi erano state delineate nel 2025 durante la Conferenza ONU sul clima di Belém, ha l’ambizione di unire le competenze della ricerca scientifica, delle istituzioni locali e degli operatori della filiera produttiva.

Il piano per il riuso delle acque reflue

La presentazione ufficiale della sperimentazione è avvenuta nella sede di Acqua Novara Vco, l’azienda pubblica che gestisce il servizio idrico integrato e che partecipa attivamente all’iniziativa.

L’incontro ha permesso di illustrare le linee guida degli interventi previsti dal piano industriale a lungo termine, denominato Agenda 2036. Questo programma strategico si concentra in particolare sul riuso delle acque reflue depurate per scopi irrigui, offrendo una soluzione concreta alla carenza d’acqua che ciclicamente colpisce il comparto agricolo del quadrante nord-orientale del Piemonte.

Il progetto Marea si inserisce proprio in questa visione di economia circolare e gestione efficiente della risorsa idrica.

https://youtube.com/shorts/n5PLnM5E3pg?si=WZmt-7GldrSWSEWr

I bioattivatori nei campi sperimentali di Vespolate e Borgolavezzaro

Il cuore operativo della sperimentazione si basa su un protocollo tecnico che prevede l’applicazione di bioattivatori di nuova concezione direttamente durante la fase di semina del riso.

Questi formulati, sviluppati dalla società benefit italiana Sop – Save Our Planet, agiscono stimolando lo sviluppo dell’apparato radicale e ottimizzando le interazioni biologiche tra il suolo e la pianta. Di conseguenza, la coltura riesce ad assorbire i nutrienti in modo più efficiente, permettendo una sensibile riduzione dell’uso di fertilizzanti chimici tradizionali e limitando le emissioni nell’atmosfera e il liscivio nelle acque superficiali.

I test sul campo sono già stati avviati e interessano diversi terreni georeferenziati situati nei comuni di Vespolate e Borgolavezzaro, una delle aree più vocate e centrali del distretto risicolo europeo.

Attraverso questa localizzazione mirata, i promotori puntano a dimostrare come sia possibile abbassare i costi di produzione per i coltivatori, incrementare la resilienza delle piante di riso di fronte agli stress climatici e diminuire l’impronta ecologica complessiva della produzione. L’intera attività è supportata da un programma di monitoraggio multidisciplinare volto a certificare scientificamente i risultati ottenuti.

All’evento hanno partecipato Daniele Barbone, CEO di Acqua Novara VCO,  Marco Poggianella, CEO e Co-Founder di SOP – Save Our Planet, Marcello Ermido Chiodini, PhD in Agroecologia e ricercatore internazionale,  Simone Pelissetti, CEO e Direttore Scientifico di UpToFarm,  Giuseppe Maio Consigliere delegato della Provincia di Novara , Natalia Bobba Presidente Ente Risi e Matteo Marnati Assessore Regionale Ambiente Ricerca Innovazione

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