In Piemonte Salvini stacca la spina a 131 autovelox. La mappa tra Novara e il VCO

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Cambiano le regole per gli autovelox, ma la prudenza in strada resta necessaria

NOVARA – L’era del rilevamento automatico ad ogni incrocio incassa una battuta d’arresto netta, imponendo regole  uniformi dopo 34 anni di contenziosi e incertezze normative.

L’entrata in vigore del decreto voluto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha ridefinito la mappa della velocità sulle strade italiane, e il Piemonte si attesta come la seconda regione più impattata dal provvedimento subito dopo la Lombardia.

In tutta la regione sono ben 131 i dispositivi disattivati perché non in regola con i parametri di omologazione e posizionamento, a fronte dei 712 spegnimenti registrati su scala nazionale. Un giro di vite istituzionale pensato per riequilibrare la tutela della sicurezza stradale ed evitare che il controllo della velocità si trasformi in una mera voce di bilancio per gli enti locali.

L’impatto economico e la stretta del Ministero

I numeri raccontano un’abitudine consolidata negli incassi municipali. Stando alle analisi sui rendiconti del 2025 condotte da Facile.it, i Comuni piemontesi hanno generato oltre 18,6 milioni di euro di proventi dagli autovelox, cifra che sale a più di 39 milioni di euro inserendo nel conteggio le competenze della Città Metropolitana di Torino e delle amministrazioni provinciali.

La riforma ministeriale intende tracciare un solco netto tra la prevenzione degli incidenti nei punti realmente critici e l’uso sproporzionato della tecnologia sanzionatoria. Dei 3.305 impianti censiti in Italia, ne restano attivi 2.593, selezionati per garantire un’azione deterrente trasparente e rigorosamente omologata.

Gli apparecchi disattivati nel Novarese

Sul territorio novarese la sforbiciata del Ministero si traduce nello spegnimento di diverse postazioni distribuite tra la piana e le direttrici collinari.

Nel capoluogo di Novara si registra la disattivazione di un dispositivo, sorte condivisa da singole postazioni nei comuni di Oleggio, Casalino e San Pietro Mosezzo.

La concentrazione più alta riguarda però le arterie di scorrimento periferiche: sono stati disinseriti due rilevatori a Suno, tre apparecchi nel territorio di Gattico-Veruno e tre postazioni gestite nell’area della Bassa Sesia. Un ridimensionamento che alleggerisce la presenza di occhi elettronici su tratte storicamente presidiate dai controlli remoti.

La mappa dei tagli nel Verbano-Cusio-Ossola

Spostando lo sguardo più a nord, il territorio del Verbano Cusio Ossola mostra un quadro analogo, con 12 postazioni che hanno smesso di funzionare tra le valli e la riva del lago.

Lungo le direttrici montane e di valico figurano gli spegnimenti di due velox a Masera, due a Crevoladossola, due a Druogno in Vigezzo e due nel comune di Montecrestese.

Il riordino ha toccato anche i centri abitati: spenti i rilevatori presenti a Omegna, Villadossola, Trontano e lungo la statale a Oggebbio.

Con questo assetto, la viabilità dell’Alto Piemonte entra in una fase nuova, coordinata da criteri nazionali unici pensati per ripristinare la certezza delle regole per chi si mette al volante.

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