MALPENSA – La lotta dei comitati contro le nuove rotte di Malpensa – con i legali che li stanno assistendo – non si ferma. Si legge in una nota del comitato Vivere Coarezza: «Il 6 dicembre scorso – su richiesta del presidente Silverio Colombo e degli avvocati Laura Bordonaro e Lorenzo Nicolò Meazza – il prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello, ha convocato Enac, Enav e Arpa, oltre a Regione Lombardia Direzione Ambiente». Con l’obiettivo di creare «un tavolo di confronto sul problema disturbo e inquinamento acustico di Malpensa, arrecato a centinaia di cittadini residenti che hanno depositato un esposto alla procura della Repubblica e che stanno valutando la proposizione di altre iniziative giudiziarie a tutela della salute dei cittadini».
Il tavolo col prefetto
«La seduta, al cospetto dell’autorità istituzionale, è stata di ampia discussione e di giustificazioni fornite dagli enti, che tuttavia non hanno soddisfatto appieno le richieste degli esponenti», recita il testo del comitato della frazione di Somma Lombardo. «All’esito del dibattito, pur mantenendo le parti le rispettive posizioni, l’invito del prefetto è stato di continuare il confronto sugli aspetti critici emersi, con il supporto di tecnici qualificati e autorevoli che si erano già adoperati per risolvere il problema che era sorto negli anni 1999-2000».
Il confronto con Enac
Enac, prosegue la nota di Vivere Coarezza, «si è dichiarata disposta al dialogo, anticipando che il prossimo 11 dicembre si terrà comunque la seduta della Commissione Aeroportuale per l’approvazione della sperimentazione». Precisando, come emerso anche in occasione dell’ultima assemblea pubblica, che «la sua entrata in vigore effettiva avrà luogo solo dopo tre o quattro mesi e in tale lasso di tempo si avrà modo di procedere a ulteriori valutazioni e confronti». Il Comitato Coarezza, inoltre, ha chiesto a Enac «che sia chiamato a partecipare al confronto tecnico il comandante Dario Romagnoli, già presidente nel 2000 della Commissione antinquinamento acustico dell’aeroporto di Malpensa, quale esperto autorevole e super partes per una valutazione comparata sulla adozione delle attuali procedure antirumore e sulla configurazione del traffico aeroportuale». I cittadini esponenti «pur auspicando il dialogo, si riservano comunque di procedere nelle sedi giudiziarie competenti».
I dati Arpa
Arpa, conclude il comitato di Coarezza, «ha fatto pervenire solo poco prima della seduta tutti i dati di rilevazione acustica richiesti, che saranno esaminati dagli avvocati e dalle parti», Inoltre, «ha dichiarato che, qualora vi sia un superamento dei limiti acustici di cui al Dpcm 91 Leq delle zone al di fuori della zonizzazione acustica, sarà il sindaco del rispettivo Comune a dover rispondere, quale autorità preposta alla salute dei suoi cittadini».
L’intervento di Unicomal
Nel frattempo, anche il direttivo di Unicomal ha diffuso una nota a seguito dell’ultima assemblea pubblica, di giovedì 5 dicembre, convocata a Somma Lombardo – dai Comuni a nord di Malpensa – per fare il punto sulla sperimentazione. Ecco il testo:
Con le nuove rotte proposte il numero dei cittadini esposti sotto i 55 decibel sarebbe salito di 1810 unità cioè il 4% di oltre 46000 persone (considerando i Comuni interessati Cardano al Campo , Casorate Sempione Arsago Seprio , Somma Lombardo e Golasecca).
Alcuni cittadini della frazione di Coarezza e del Comune di Golasecca hanno, invece, denunciato un aumento di voli sulle loro teste con un incremento di decibel presentando un esposto alla Procura della Repubblica per il disagio subito. Questa è la conseguenza della vecchia logica di mandare il traffico aereo sulle zone meno densamente popolate in modo da alleggerire quelle più abitate. Sono pure riapparse durante l’assemblea le vecchie avvisaglie tra i cittadini di località diversamente interessate dai voli che seguono il principio del Nimby (Not in my back yard ) dei vecchi comitati locali che si pensavano ormai superate e su cui Sea ha giocato seguendo il motto “divide et impera”; conosciamo bene queste vicende perché l’associazione Unicomal è da 25 anni che le segue.Se secondo i dati più recenti del 2023 ci sono stati a Malpensa oltre 26 milioni di passeggeri e 671.000 tonnellate di merci, cosa succederà nel 2035 quando i passeggeri saliranno a 40 -44 milioni e le merci raddoppieranno? Cosa diranno questi sindaci del CUV che nel patto d’intesa hanno accettato un tale masterplan? Il problema per curare una patologia non è solo eliminare i sintomi come la febbre ( nel caso dell’aeroporto spostare i voli e ridurre gli impatti) ma stabilire l’eziologia della malattia ( l’espansione senza limite di Malpensa). Per questo dobbiamo riconoscere un limite all’ espansione aeroportuale sia in termini di movimenti che di consumo di suolo. Stabilire ciò non deve spettare solo a Sea, a Regione Lombardia e alle associazione imprenditoriali inebriate da una crescita infinita. Ma soprattutto ai sindaci del territorio, alle associazioni ambientali nazionali e non, ai comitati di cittadini e al mondo del lavoro che devono interloquire e pesare sulle scelte della politica aeroportuale.
Dobbiamo, inoltre, sottolineare la mancanza di un piano aereo lombardo che coordini le attività degli aeroporti regionali (Malpensa, Linate, Orio al Serio, Montichiari) estendendoli eventualmente anche al nord Italia per una maggior sinergia di carichi di lavoro, occupazionale e di migliore distribuzione logistica delle merci e di traffico su gomma e su ferro.
La data del 5 dicembre è stata anche quella della giornata mondiale del suolo, ricordiamo che la nostra Regione ha il ben poco invidiabile primato di 2.910 chilometri quadrati cementificati e che la provincia di Varese è la 3° in Lombardia per tale consumo non tanto per la sua parte settentrionale che è ancora contenuto quanto per la sua parte sud già densa di infrastrutture, asfalto e cemento e dove è situato l’aeroporto di Malpensa che vorrebbe allargare la propria zona cargo all’ esterno del sedime per ben 44 ha distruggendo una porzione pregiata di brughiera. Ricordiamoci anche questi fatti.
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