La rinascita dopo la tempesta: Oggiona avrà la sua nuova pineta. C’è il progetto

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OGGIONA CON SANTO STEFANO – Sfruttare la ricchezza delle specie vegetali, realizzando un luogo di aggregazione che sia di forte impatto da un punto di vista ambientale ed estetico. Prende forma il piano del nuovo parco urbano che darà nuova vita alla pineta di Oggiona con Santo Stefano, il polmone verde cittadino che la scorsa estate si è piegato sotto i forti temporali che si sono riversati su tutto il territorio. Un evento che ha portato al completo esbosco dell’area, in attesa di poter intervenire con un nuovo progetto moderno, didattico, educativo e sociale.

Il progetto

Ora il progetto esecutivo c’è. Lo ha approvato la giunta del sindaco Franco Ghiringhelli, con l’obiettivo di creare un nuovo spazio pubblico da sfruttare a 360 gradi. Fra gli obiettivi, come si legge nella relazione descrittiva, la volontà di realizzare un «luogo di aggregazione e un nuovo punto di riferimento per la cittadinanza, in grado di ospitare una pluralità di attività». Tra cui relax, sport, esercizi ludici o iniziative educative. «Un’area a verde che ponga la componente vegetale al centro, superando le criticità legate alla pineta preesistente e puntando a creare un nuovo ecosistema urbano, ricco di specie diverse, pluristratificato – layer erbaceo, arbustivo, arboreo – e composto da piante dotate di una buona rusticità e adattabilità alle condizioni pedoclimatiche della zona». Ma anche in grado di «arricchire la biodiversità urbana e fornire una pluralità di servizi ecosistemici». Quindi fornire aree «dal forte impatto estetico, sfruttando la ricchezza di specie vegetali e i loro elementi di interesse ornamentale in un’alternanza dinamica durante le stagioni».

La nuova pineta

Più nel dettaglio, il progetto prevede l’utilizzo di un sistema di percorsi e aree funzionali alternate a spazi a verde. Elementi come «un’ampia radura circolare (16 metri di diametro) perimetrata da un sistema di sedute in calcestruzzo a sviluppo curvilineo». Immediatamente a ridosso, ci sarà una maggiore concentrazione di «esemplari arborei e arbustivi, raggruppati con un sesto d’impianto informale con la presenza a livello del suolo di una ricca matrice di specie tappezzanti». L’effetto ricercato è di «ottenere una sorta di boschetto altamente biodiverso che racchiude la radura circolare interna e crea una piacevole alternanza di aperture e chiusure». Questo, sarà sarà circondato da «un percorso ad anello irregolare, realizzato in terra stabilizzata». E ancora: intorno si estenderanno «ampie superfici a prato fiorito, caratterizzate da tre differenti mix di specie erbacee di provenienza geografica diversa». Sotto l’effetto che si intende ricreare nelle diverse superfici destinate ad ospitare i campi di fiori:

Pavimentazioni e arredi

Non mancheranno le pavimentazioni. Oltre alla realizzazione del percorso ad anello centrale, è prevista anche anche quella di uno «in passi persi in pietra che attraversa il “bosco della biodiversità” all’interno del settore asiatico». Mentre la rimanente parte sarà occupata da «tappeto erboso calpestabile». Per gli arredi, invece, «oltre alle attrezzature già presenti – tavoli da picnic, percorso vita – e in via di realizzazione – area sportiva – si propone l’introduzione di un sistema di sedute realizzate in pietra ricostruita» e «un paio di cestini porta-rifiuti».

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