Opere pubbliche, Vergiate 2030 boccia la maggioranza: «Un fallimento»

Vergiate città Balzarini case
Romano Balzarini, capogruppo di Vergiate 2030

VERGIATE – Un programma dei lavori pubblici «sconfortante», l’ambizione di diventare città – vista come «nient’altro che fumo negli occhi» – e «l’emergenza casa». Con la chiusura del 2025, Romano Balzarini, capogruppo di Vergiate 2030, mette sotto esame il lavoro della giunta del sindaco Daniele Parrino. «Negli ultimi consigli – recita la nota diffusa da Balzarini – siamo passati dal vedere illustrate a parole “alte ambizioni onorifiche”, fino al vedere quanto poco si fa per la nostra Vergiate».

La Città di Vergiate

Non convince, tanto per cominciare, la volontà di far ottenere a Vergiate il titolo di città. «Il Comune ha 8.800 abitanti circa, noi l’amiamo per quello che è: un grande paese fatto di cinque paesi uniti. Se questa è una città, lo lasciamo alle ambizioni del sindaco e della vicesindaco Antonella Paccini». E Balzarini affonda: «Questa idea della giunta è solo fumo negli occhi per fare una festa in più, una cerimonia, un selfie. Se Roma approvasse, cambierebbe solo il tipo di corona sopra lo stemma comunale, senza alcun vantaggio concerto».

Il bilancio

Nemmeno il bilancio – il penultimo dell’amministrazione Parrino – trova l’approvazione di Balzarini. «Oltre alle varie manutenzioni, in particolare sugli edifici scolastici, più di facciata che altro; resta fortunatamente solo sulla carta il grande progetto elettorale del nuovo Teatro comunale». Un’opera «a dir poco esagerata», secondo il consigliere. «I finanziamenti per la costruzione non sono mai arrivati, ma almeno ci siamo evitati un perpetuo costo di mantenimento a carico dei vergiatesi».

Le opere pubbliche

Cosa resta, dunque, del programma dei lavori pubblici? «Un quadro sconfortante», sostengono dalla minoranza. «Sparito il teatro, resta solo la passerella sulla ferrovia, forse in fase di arrivo. È un’opera interessante, ma abbiamo forti dubbi sulla cifra stanziata, non vorremmo diventasse un bagno di sangue come accaduto all’asilo nido». E poi? «Più niente, e questo è un fallimento», sentenzia Balzarini.

Gli alloggi pubblici

La vera questione vergiatese, secondo Balzarini, è la mancanza di alloggi disponibili in caso di necessità. «C’è un’emergenza casa, che non trova una riposta concreta che duri un tempo ragionevole da parte del Comune, il quale non ha alcun alloggio da mettere a disposizione». Questo, nonostante il recente rinnovo della convenzione con Aler per la gestione delle case popolari. «Su 81 in provincia, 24 sono di proprietà dei vergiatesi. Prendiamo atto dal sostanziale disinteresse per l’argomento: si scarica ad Aler il nostro grade patrimonio immobiliare e si continua a navigare a vista. Ci viene da dire: vogliono far diventare Vergiate una città, e poi non c’è nemmeno un tetto a disposizione per l’emergenza».

Vergiate vuole diventare città. Serve la firma del presidente Mattarella

Vergiate città Balzarini case – MALPENSA24
Visited 1.027 times, 1 visit(s) today