ALBIZZATE – «Orrore e scempio in corso alle scuole di Albizzate». Un post sui social ha scatenato un’ondata di critiche per l’abbattimento di due grandi cedri di via Pascoli, una maestosa presenza da oltre 70 anni nel cortile delle Dante Alighieri. Ma il sindaco Mirko Zorzo spiega la decisione: «L’agronomo ha stimato un rischio tra moderato ed elevato».
Le critiche
«Alberi pluridecennali sanissimi distrutti in poche ore dalle motoseghe»: la denuncia sui social ha provocato decine di commenti, quasi tutti dello stesso tenore. «È così che insegniamo ai nostri ragazzi il rispetto della natura? Oltretutto queste sfortunate piante nascondevano alla vista l’orribile architettura delle scuole medie edificata nell’epoca in cui l’imperialismo socialista sovietico era di gran moda». E ancora: «Il verde è un patrimonio inestimabile di cui non abbiamo ancora capito il valore e l’importanza. Quando lo capiremo sarà sempre troppo tardi, e intanto altri due giganti buoni se ne sono andati, senza che nessuno avesse nemmeno il tempo di rendersene conto e fare qualcosa per impedirlo».
La decisione
La stigmatizzazione dell’intervento ha spinto l’amministrazione comunale a intervenire con un comunicato ufficiale firmato dal primo cittadino. «L’intervento – si legge – è stato realizzato dopo essere stati supportati dalla figura di un dottore agronomo forestale, il quale ha consigliato la sostituzione di tali piante con alberi consoni agli spazi e privi di difetti meccanici e tale ripiantumazione verrà effettuata nelle prossime settimane». Zorzo rende noto che l’agronomo ha stimato un rischio tra moderato ed elevato e che Misure di mitigazione del rischio con pratiche di arboricoltura invasive, con periodicità di controlli ravvicinati non sono state ritenute convenienti, privilegiando la sostituzione e l’inizio di un nuovo ciclo di lungo periodo. «Inoltre il rischio di arrecare un danno biologico ad uno solo dei fruitori dell’area di potenziale impatto è superiore ad ogni valore estetico, paesaggistico e ad ogni valore ecosistemico stimato. Comprendiamo in alcuni cittadini un sentimento di tristezza, ma è doveroso e responsabile mettere come punto prioritario la sicurezza, soprattutto dei nostri bambini, principali fruitori degli spazi».
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