BUSTO ARSIZIO – Una mensa e più posti letto al “Rifugio della Speranza Franco Mazzucchelli” alla stazione FS di Busto. Inaugurati oggi, 19 febbraio, i nuovi spazi ricavati grazie alla posa di un container prefabbricato nell’area dell’attuale “dormitorio”. Ospiterà 35 posti a sedere per servire i pasti ai clochard, oltre a servizi e docce, mentre la riorganizzazione del rifugio ha permesso di aumentare da 11 a 15 i letti a disposizione di chi non ha un tetto. «Per la prima volta non mangeranno più in piedi» rivela Emilio Lonati di SOS Stazione.
L’inaugurazione
«È stata lunga ma ce l’abbiamo fatta» annuncia l’assessore all’inclusione sociale Paola Reguzzoni. L’opera è costata 50mila euro, oltre a 25mila euro per gli arredi, , mentre l’affitto dell’area da parte di RFI costerà circa 10mila euro all’anno. Ad aiutare il Comune è intervenuta l’associazione Lions Tosi Ravera con 30mila euro. «Il mio grazie va principalmente a Franco Mazzucchelli che ha sempre avuto questo pallino e che da “padre politico” me lo ha tramandato»: è lui, il farmacista che fu assessore e anima della “Tosi Ravera”, che continua ad ispirare l’impegno a favore dei senzatetto. «Sarebbe felice di essere qui in mezzo a noi» rivela il figlio di Franco, Ettore Mazzucchelli. In prima linea i Lions (attenti sul tema sin dai tempi dei primi termoconvettori acquistati grazie a Virgilio Facchinetti), con il governatore del distretto e il presidente della “Tosi Ravera” Ercole Milani, insieme all’ex assessore Miriam Arabini e all’eurodeputata Isabella Tovaglieri.
La sfida della rete
«Questa è una giornata molto importante – ammette il sindaco Emanuele Antonelli – è un’opera migliore di tante anche più grandiose che siamo andati a inaugurare. Sono strafelice perché ora i senzatetto mangeranno al caldo d’inverno e al fresco d’estate». Il sindaco ricorda il lavoro della rete che serve i pasti ai clochard, «tutti i giorni di tutte le settimane di tutto l’anno, Natale e Capodanno compresi. Davano da mangiare fuori dalla stazione, all’aperto, per un periodo al bar. E le persone che passavano criticavano, a me questa cosa non è mai andata giù».

Un passo, in attesa di altri
«Prima hanno sempre mangiato in piedi, ora potranno stare seduti – fa notare Emilio Lonati, responsabile di SOS Stazione – così salvaguardiamo il decoro insieme alla dignità delle persone». Una soluzione che arriva dopo anni di diffide di RFI ad utilizzare gli spazi della banchina e della sala d’attesa. E che dà nuova speranza a chi vive nel rifugio, anche se Lonati rilancia l’appello: «Diamo un tetto ai senzatetto. Proprio ora ci sono 3/4 persone che hanno concluso il percorso con noi e non riusciamo a trovare un monolocale per farli uscire dal rifugio».
L’emergenza casa
In attesa che le iniziative finanziate dal PNRR (stazione di posta e appartamenti al Conventino) possano far respirare sul fronte dell’emergenza casa. Ci sono progetti per quasi 3 milioni di euro in rampa di lancio, ma nel frattempo l’assessore Reguzzoni annuncia di aver chiesto ad Aler sei appartamenti sfitti da utilizzare come alloggi condivisi per i casi limite. Attualmente, infatti, il rifugio alla stazione è l’unica soluzione: «Gli ospiti sono perlopiù bustocchi, ci sono sempre più padri separati e divorziati e persino un’intera famiglia – marito, moglie e tre figli minori – che ha perso la casa per lo sfratto e che attende un alloggio popolare».
L’esempio
Un’opera che, gli fa eco il Prevosto monsignor Severino Pagani, «ha grande importanza pratica ma un valore più grande dal punto di vista simbolico. Espressione di perseveranza, grande fedeltà e alta collaborazione concreta». Un tema su cui il Decano di Busto Arsizio insiste da anni: «Questa è un’opera corale che segna un salto qualitativo e mostra il futuro della solidarietà. Il bene è sempre bene, da qualunque parte venga fatto, e al bene bisogna collaborare tutti».
