GALLARATE – Il prossimo 15 ottobre in Regione Lombardia verrà firmato l’accordo di programma per l’ospedale unico che dovrà sorgere nei successivi 90 mesi a Beata Giuliana. Ma per il Pd di Gallarate quel documento rischia di essere «carta straccia», come dice senza indugi il capogruppo Giovanni Pignataro: «Per motivi politici si arriverà di certo alla firma senza ulteriori ritardi, ma sarà un documento fatto soltanto per tenere buoni i cittadini perché in assenza dei minimi presupposti tecnici. Ci stanno prendendo per il naso per l’ennesima volta».
Operazione verità
Le considerazioni di Pignataro arrivano dopo un’analisi approfondita del Decreto della Direzione generale Territorio e Protezione Civile che recepisce il parere motivato Vas favorevole con condizioni. E quelle condizioni, secondo il Pd, sono macigni. Margherita Silvestrini la definisce una «operazione verità». In sintesi, secondo i tecnici di Regione Lombardia non sarebbero stati valutati in modo adeguato gli scenari alternativi, la viabilità di collegamento del futuro ospedale andrebbe rivista con un nuovo studio sul traffico, le compensazioni indicate non sarebbero sufficienti e infine, ci sarebbe un invito a realizzare i parcheggi interrati che non potrà mai essere soddisfatto perché «lì sotto passa il metanodotto».
Tempi dilatati
«Vogliamo chiarezza sui documenti e invitiamo il sindaco Andrea Cassani a convocare con urgenza una Commissione Sanità», commenta Silvestrini. «E’ora di dire basta con la narrazione fantasmagorica: se parliamo di realtà il Pd è pronto a sedersi al tavolo, cominciando magari dal fare un discorso serio sulle possibili alternative», aggiunge Pignataro. A queste condizioni, infatti, secondo Cesare Coppe (Città è Vita) «i 90 mesi indicati nel cronopogramma non potranno mai essere rispettati». E nel frattempo, conclude Carmelo Lauricella (Pd), «l’ospedale unico è la sola risposta che sanno dare quando denunciamo quello che non funziona nella sanità territoriale». Ma ammesso che sia la soluzione, «non è di certo vicina».
