PREMOSELLO CHIOVENDA – L’ordine di evacuazione per Colloro è scattato nel pomeriggio di oggi. Per la frazione di Premosello Chiovenda, l’incendio che da nove giorni devasta le alture del Verbano-Cusio-Ossola è ormai troppo vicino.
A preoccupare i soccorritori è soprattutto la densa coltre di fumo che sta avvolgendo l’abitato: la Protezione Civile, coordinata dal Centro operativo comunale (Coc) allestito in municipio, ha già avviato il trasferimento dei residenti più fragili.
La decisione è arrivata al termine di un vertice d’urgenza della Protezione Civile convocato a Villa Taranto, sede della Prefettura a Verbania, per fare il punto su un’emergenza che non accenna a placarsi.
La situazione a Premosello: tre fronti attivi
Il territorio di Premosello resta l’epicentro della crisi. I Vigili del Fuoco e i volontari Aib stanno lottando contro tre diversi fronti di fuoco: il primo minaccia direttamente l’area protetta del Parco Nazionale della Val Grande, il secondo insidia le baite dell’Alpe La Piana, il terzo sta avanzando minacciosamente verso Cuzzago.
Per tentare di arginare il disastro, nel pomeriggio è entrato in azione anche il maxielicottero Erickson S-64, il colosso dei cieli specializzato nell’antincendio boschivo, appena giunto in Piemonte. La “fortezza volante” è stato impiegato da subito proprio nell’area di Premosello
Nelle stesse ore, il sindaco Elio Fovanna ha rinnovato l’appello alla popolazione tramite una serie di divieti tassativi: divieto assoluto di percorrere i sentieri verso la Val Grande, stop al volo dei droni privati e l’ordine stringente di tenere libere le vie d’accesso per non ostacolare i mezzi di soccorso, coordinati dal posto di comando avanzato di Anzola d’Ossola.
Allerta anche in Val Vigezzo e in Valle Anzasca
Il fronte del fuoco non dà tregua nemmeno nel resto della provincia. In Val Vigezzo, a ridosso del confine con la Svizzera, le forti raffiche di vento hanno riattivato un focolaio in alta quota sopra l’abitato di Dissimo. Una situazione critica che ha costretto i soccorritori a montare d’urgenza alcune vasche idriche temporanee a terra per permettere il rifornimento rapido degli elicotteri.
Presidio costante e massima attenzione, infine, anche a Bannio Anzino, in Valle Anzasca, dove le squadre di terra sono impegnate da ore in una barriera contro le fiamme per difendere un gruppo di baite dall’avanzata del rogo.
