GALLARATE – «Una valutazione di impatto ambientale per Moriggia». È questa la richiesta del Comitato Salviamo gli alberi riguardo la realizzazione del nuovo Palazzetto dello sport di Gallarate. Un’istanza ribadita oggi – lunedì 1 settembre – dalla delegazione che, striscione alla mano, si è riunita sotto il porticato di Palazzo Broletto.
Nessun risposta
È passato poco meno di un mese da quando – lo scorso 8 agosto – il Comitato aveva chiesto alla giunta del sindaco Andrea Cassani di realizzare uno studio ambientale preliminare a una verifica di assoggettabilità del progetto alla valutazione di impatto ambientale. «Al momento il primo cittadino si è pronunciato via social, ma ancora non è arrivata una risposta istituzionale», ricordano. «Ogni volta che si fa una richiesta, la reazione è la derisione o la drammatizzazione di un conflitto».
Nel frattempo, però, i lavori sono cominciati. «Il procedimento è lungo, ma riteniamo doveroso realizzare uno studio ambientale da mettere a disposizione di associazioni ed enti. Solo così si potrebbe capire se sia necessaria la valutazione di impatto ambientale».
Altri 15 giorni
Prima di raggiungere Palazzo Broletto, gli attivisti si sono diretti all’ufficio tecnico. «Ci hanno detto che ci vorranno altri 15 giorni per avere una risposta», spiegano. «Non vogliamo mettere un ultimatum, ma pensiamo che su una questione già in fase esecutiva questo debba essere un termine ultimo». E quello che ci si aspetta è «una risposta seria, che può essere anche negativa, ma motivata». Ma, in attesa della deadline, il Comitato non ha intenzione di restare con le mani in mano. «Torneremo tra una settimana a ribadire la nostra richiesta – svelano – e stiamo lavorando a una serie di iniziative da mettere in atto».
Il Pelobate fosco insubrico
Ciò che non convince il comitati non è la realizzazione del palazzetto in sé, quanto «la sua collocazione». Tanto più in vista delle vicinanza a una zona umida, casa del Pelobate fosco insubrico, un anfibio rarissimo e autoctono della Pianura Padana. «Siamo stupiti dal fatto che, anche dopo la scoperta dello stagno, il Comune non abbia scelto di contattare il Parco del Ticino», spiegano. «Questa è una zona che andrebbe valorizzata proprio per la presenza di un animale unico».
Dal Comitato non manca, infine, una stoccata alla linea politica di Cassani. «La logica è quella di spendere soldi pubblici per poi “regalare” le opere ai privati», accusano. «È paradossale che vengano dismessi gli ospedali mentre pullulano i palazzetti. Sembra che la sola finalità sia cementificare».
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