BUSTO ARSIZIO – Prime anticipazioni per il programma del B.A. Film Festival, la cui 22esima edizione si svolgerà a cavallo tra settembre e ottobre. Svelati i titoli e gli ospiti della sezione “Made in Italy-Scuole”, da sempre uno dei momenti più intensi del festival cinematografico bustocco. Spicca la presenza di Carlo Sironi, il regista quarantenne di “Quell’estate con Irène” che è figlio di Alberto Sironi, a sua volta regista, “padre” del commissario Montalbano che era nativo di Busto Arsizio anche se aveva sempre vissuto a Gallarate.
La selezione
Dopo le proiezioni di aprile (“Io capitano” di Matteo Garrone, “L’Arminuta” di Giuseppe Bonito e “Le mie ragazze di carta” di Luca Lucini), la sezione del mattino dedicata agli studenti torna con tre nuovi appuntamenti, preziose occasioni di confronto e riflessione. La selezione dei titoli “Made in Italy-Scuole” è stata curata da Marco Longo, docente di Cinema del reale e Pensiero Progettuale all’Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni, che ha motivato le sue scelte evidenziando le tematiche affrontate nelle singole pellicole, e indirizzato scuole e istituti verso i titoli più adatti alle loro esigenze educative.
I titoli
Il 2 ottobre alle 9 al cinema Manzoni verrà proiettato “Palazzina Laf”, sorprendente esordio alla regia di Michele Riondino, che prende il titolo dal nome dell’edificio nel quale proprietari e i dirigenti dell’Ilva di Taranto decisero di confinare gli impiegati che si erano opposti alla “novazione” del contratto, cioè al declassamento a operai, non potendoli licenziare. «Il film non solo getta nuova luce sulla storia controversa dell’ILVA, sorta di ignobile castello kafkiano che anche oggi incombe sul destino di Taranto e dei suoi territori, ma è anche un sapiente omaggio al cinema italiano, dalla lezione civile degli anni Sessanta e Settanta all’inettitudine dei personaggi di Paolo Villaggio o Lina Wertmüller». Sullo schermo, accanto a Riondino, Vanessa Scalera ed Elio Germano.
Si svolge nell’agosto del 1997 “Quell’estate con Irène” di Carlo Sironi (ospite in sala il 3 ottobre alle 9 al cinema Fratello Sole), storia di due ragazze accomunate dalla stessa malattia, che scappano insieme per poter vivere la loro prima vera estate. «Tra Antonioni e Rohmer, l’opera seconda di un regista capace di raccontare la fragilità e il desiderio di libertà proprie dell’adolescenza. Un film estivo, apparentemente semplice, ma in grado di trovare nella rappresentazione del paesaggio i correlativi di sentimenti sospesi e nascosti, alla maniera di molta letteratura novecentesca, specialmente italiana. Un inno alla vita, fatto di poche parole ma tanta, esigente, intensità».
È ambientato a Isola Rotonda, piccola comunità ligure, “Superluna” di Federico Bondi (ospite in sala il 4 ottobre alle 9 al Lux di Sacconago), che immagina la vita degli abitanti del paese, e di due bambine in particolare, sfollati dopo una forte scossa di terremoto. «Nel terzo film del sensibile Federico Bondi il sisma è soprattutto la metafora della necessità di un cambiamento di prospettiva, che per Viola, la giovanissima protagonista, significa diventare un po’ più grande senza perdere il desiderio di abbracciare il mondo in tutta la sua intensità. Intorno a lei, una comunità di adulti sapientemente ritratta, frustrata, spaventata, incerta sul futuro».
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