Omicidio Ravasio, anche Piazza e Oliva accusano la Mantide

PARABIAGO – Processo alla Mantide di Parabiago, altri due coimputati accusano Adilma Pereira Carneiro, 49 anni, di origini brasiliane, di aver ordito il piano per assassinare Fabio Ravasio, suo compagno, investito e ucciso da un’auto che si pensava pirata il 9 agosto 2024 a Parabiago, al fine di incassarne l’eredità spacciando i due gemelli avuti da Marcello Trifone (ancora sposato con la donna e a sua volta a processo per lo stesso omicidio) per i figli della vittima.

Le accuse alla Mantide

Oggi, lunedì 7 marzo, davanti alla Corte d’Assise del tribunale di Busto Arsizio presieduta da Giuseppe Fazio hanno infatti reso spontanee dichiarazioni Fabio Oliva, meccanico della 49enne, e Mirko Piazza, amico di Massimo Ferretti, ex amante di Adilma (anche lui imputato) e titolare del bar di Parabiago dove sarebbe stato ordito il piano omicida.

Le dichiarazioni di Oliva

«Un piano di cui non sapevo niente sino a quando non venni chiamato per riparare la Opel (riconducibile alla Mantide) usata per uccidere Ravasio – ha detto il meccanico – Mi dissero che la macchina doveva essere usata per uccidere il compagno di Adilma. Io non ci credetti e aggiustai l’auto precedentemente incidentata ricollegando la batteria e sotituendo un fanale procurato da Adilma stessa. Solo la sera del 9 agosto, giorno dell’investimento, venni avvisato da Ferretti che Ravasio era in ospedale in codice rosso». A quel punto Oliva capisce cosa è accaduto ma non si rivolge alle forze dell’ordine partendo poi per una settimana di vacanza in camper mentendo al Pm Ciro Caramore, che ha coordinato le indagini, in sede di interrogatorio dopo l’arresto. «Per questo chiedo scusa assumendomi le mie responsabilità – ha detto Oliva – Chiedo perdono ai genitori di Ravasio». I legali di Oliva, Federico Bonzi e Massimo Schieppati parlano di posizione marginale del loro assistito che non ha mai preso parte all’organizzazione del piano per uccidere Ravasio.

Le dichiarazioni di Piazza

Piazza (che fece da palo durante l’investimento) ha accusato ancora più apertamente la 49enne. «Adilma mi disse che voleva uccidere Ravasio – ha detto in aula – Io partecipai a tre incontri per organizzare il piano. Sono senza famiglia e senza mezzi, Adilma disse che con i soldi, dopo l’omicidio, avrebbe ristrutturato una cascina e mi avrebbe dato un alloggio».

La data scelta con un rito

Piazza ha proseguito: «Il 9 agosto Adilma mi disse che quello era il giorno. Lo aveva deciso lei con un rito (la 49enne è una sacerdotessa della religione Candomblé, diffusa in Brasile, con riti di magia nera). Dopo ho visto la macchina incidentata, eravamo tutti presenti tranne il meccanico. Ogni giorno penso all’accaduto, non so darmi pace. Voglio chiedere perdono ai genitori di Ravasio sperando che, se non oggi, un giorno potranno  perdonarmi». Le ammissioni e le accuse di Piazza e Oliva arrivano dopo quelle già formalizzate (e dello stesso tenore) da Ferretti. E come in una sorta di effetto domino anche Fabio Lavezzo, fidanzato di Ariane, figlia della Mantide, e altro coimputato ha annunciato che renderà spontanee dichiarazioni nel corso della prossima udienza.

Processo “mantide di Parabiago”, Ferretti: «Di Adilma il piano per uccidere Ravasio»

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